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Io viaggio e ti insegno a viaggiare | TRAVEL EMOTION DESIGNER

E' iniziato tutto per una pasta all'Arrabbiata un po' troppo arrabbiata.

Sono passati più di trentacinque anni da quando mio padre, uscito tardi dal cantiere, entrò in un ristorante per una meritata pausa pranzo e ordinò un pasto veloce. A pochi minuti dalla chiusura della cucina, quello che gli arrivò al tavolo fu un piatto di pasta all'Arrabbiata ma così piccante che subito capì l'antifona dello chef, stanco, che voleva solo chiudere per riposare un paio d'ore, prima del turno serale.

Quello chef era mia madre.

Galeotto fu un piatto di pasta, insomma.

Sono stati gli anni '80 della Costa Smeralda a portarli qui dal Campidano, sub regione della Sardegna centro/sud occidentale, e a far loro decidere di mettere su, proprio qui, casa e famiglia, anche se così lontano dalle loro. 

Qui" sta per Gallura, quella costiera e orientale, fino a non molto tempo prima provincia isolata, enclave dimenticata dentro l'isola al centro del Mediterraneo. Qui, a due passi da Olbia, in un paese che profuma di montagna a due passi dal mare: San Pantaleo.

Questa è una doverosa premessa perchè se io non fossi nata e cresciuta così lontano da nonni, zii e cugini non sarei stata abituata a viaggiare sin da piccola, e, di conseguenza, con molta probabilità, ora ERYKAINVIAGGIO non esisterebbe e io non sarei qui a raccontarvi perchè, pochi mesi prima che iniziasse l'anno più folle del nostro secolo, ho deciso di mollare un decennale lavoro a tempo indeterminato, un lavoro normale, sicuro e ben definito, per scommettere tutto ciò che avevo sul progetto digitale di ERYKAINVIAGGIO assicurandomi così un lavoro virtuale, quindi incompreso, considerato tutt'oggi ambiguo e che non sta dentro nessuna definizione.

Volevo fare la biologa, sin da piccola, ma la mia passione per le materie scientifiche subì un crac al terzo anno di liceo. Il desiderio di diventare biologa si tramutò allora nella speranza di partire per Londra dopo la maturità, studiare per diventare guida turistica e trovare lavoro proprio a Londra, precisamente fra le sale del Natural History Museum. 

Ma poi, il quarto anno del liceo lo feci a singhiozzo, il quinto senza tanti pensieri e infatti all'esame di maturità mi presentai impassibile con un "no professorè, non mi chieda niente di fisica che non l'ho mai studiata in tre anni!". Ero diventata mamma, le priorità erano cambiate, gli equilibri anche. La bussola invece, persa del tutto.

La maturità non mi ha portato a Londra a studiare, anche se a Londra, l'anno dopo la maturità, ci ho portato Marco, per il suo battesimo di viaggio (e del volo).

Non smise di piangere per un giorno intero, ero terrorizzata, volevo fare il biglietto per tornare a casa la sera stessa del nostro arrivo, alla fine i viaggi erano la mia passione, non  la sua, stavo obbligandolo ad amare qualcosa solo perchè lo amavo io? Ma poi rincorse uno scoiattolo per tutto Hyde Park e di viaggiare, da quel giorno, non abbiamo più smesso.

Ho iniziato a lavorare. In edicola, in hotel, per un'agenzia di eventi. Per finire poi nell'ufficio più temuto dagli italiani, quello del commercialista, non lo avrei mai più lasciato.

Tre cose non ho mai smesso di fare nella mia, seppur ancora breve, vita: scrivere, viaggiare, fotografare. Può succedere di tutto, ma scrivere, viaggiare e fotografare rimangono i solidi pilastri sostenitori delle tavole traballanti della mia esistenza. Son ciò che mi fa vibrare l'anima.

Ho continuato a lavorare e a viaggiare, non lo avrei mai lasciato quel lavoro, ma volevo trovare casa alle mie tre passioni indomabili: ho aperto il mio blog di viaggi nel 2012, lo chiamai "Fotografando in giro per il mondo". Che vergogna era scriverci i miei diari di viaggio fra emozioni e consigli! Ma sapevo che quel piccolo blog dimenticato, sulla piattaforma di Tiscali, era un modo per collegare a ritroso i puntini.

Ho continuato a viaggiare per scrivere e fotografare, soprattutto per dare un senso a quel disegno che iniziava a venire fuori, unendo puntino dopo puntino.

Quell'anonimo blog di viaggi è diventato nel 2016 il sito web che porta il mio nome perchè la vergogna, col tempo, si è tramutata in orgoglio.

C'era qualcosa che volevo fare, ma col senno di poi ammetto che non lo volevo abbastanza, tutta colpa di un'autostima inesistente.

Ho continuato a lavorare e a viaggiare ma ho iniziato a studiare, mi serviva capire se a quelle tre mie grandi passioni avrei potuto dar retta per il resto della mia vita, sembrava ci potessi costruire qualcosa. Ma non ci ho mai creduto abbastanza e, soprattutto, non avrei mai lasciato il mio lavoro. Marketing, SEO, social media management da applicare a ERYKAINVIAGGIO, questa era l'idea di ogni mio investimento in corsi e workshop che trattavano queste tematiche che mi appassionavano parecchio.

Ci credevo e non ci credevo nel mio blog e nello spazio di questa oscillazione incerta è nato un lavoro parallelo a quello che già svolgevo da diversi anni in ufficio, un lavoro semi inventato, perchè non ne esiste un'unica definizione, ma era rivolto alle aziende esterne non a ERYKAINVIAGGIO, come invece avevo preventivato.

Il 2018 è stato l'anno decisivo. Avevo capito che potevo vivere delle mie passioni, le avevo però cucite con il filo d'oro del digital marketing. Avrei fatto quel lavoro (nel quale tutti ormai si dicono esperti) per poter viaggiare tutto il tempo ed essere finalmente libera, sebbene non mi facesse vibrare l'anima. Forse il mio lavoro da impiegata lo avrei potuto lasciare.

Il 7 agosto del 2019 ho dato le mie dimissioni, dopo dieci anni lì dentro, pronunciai quelle parole che mai avrei pensato di pronunciare, d’improvviso.

Appena dette a voce alta, nei primi cinque secondi ho sentito vibrare l’anima alta nel cielo, leggera, i cinque secondi più belli della mia vita, i cinque secondi più cazzuti di sempre.

Nei successivi dieci secondi alla sensazione di beatitudine, sono finita dentro un tornado di emozioni mentre una me disperata da dentro gridava “rimangiati tutto subito, dí che ti sei sbagliata, dí che ti sei drogata, dí che hai ingoiato vodka pura a pranzo, scusati e torna immediatamente al tuo posto dietro quella scrivania!”. 

Il fatto è che per pronunciare quelle parole servono meno di cinque secondi. E in meno di cinque secondi non hai tempo per pensare, agisci e basta. Lo dici nudo e crudo, lo fai veloce e indolore. 

In meno di cinque secondi sei pronta a tutto perché il coraggio contenuto in quella manciata di millesimi di secondo non lo trovi in una vita intera trascorsa a ragionare, a ponderare, a riflettere. 

E se in meno di cinque secondi pronunci un paio di parole random, senza pensare, raccogliendo il coraggio che non sapevi di avere, allora significa che in meno di cinque secondi sei pronta a tutto anche a vedere la tua vita cambiare per sempre.

Avrei trascorso il 2020 fra mille viaggi, raccontandoli, condividendoli e consigliandoli, lavorando al computer da ogni parte del mondo, sarei diventata anche io una nomade digitale. E non so perchè sarei tornata a Londra, lì, dove tutto, in un'altra vita, sarebbe iniziato.

Ed ecco che invece nel 2020 fa il suo pomposo ingresso nella vita di tutti noi una pandemia a livello mondiale, stroncando ogni mio progetto.

Qui in teoria, applausi, sipario e fine dell'opera.

Einstein direbbe che è nel mezzo delle difficoltà che nascono le opportunità, a me piace più dire che è proprio quando siamo nel fondo del baratro, esattamente come quando ci immergiamo sott'acqua fino a toccare la sabbia, che ci spingiamo più forte verso la luce, veloci cercando l'ossigeno fuori dall'acqua.

Se non fosse successo tutto quello che è successo io avrei viaggiato facendo un lavoro che non mi fa vibrare l'anima, l'avrei capito strada facendo, dopo anni, chissà.

Se non fosse successo tutto quello che è successo io non avrei lanciato Eryka Kosta - The Copywriter, il servizio di copywriting rivolto alle aziende in ripresa dopo il primo lockdown, e non avrei incontrato persone presuntuose che mi hanno fatto capire che non è quello il mio posto nel mondo, nonostante la mia buona volontà.

Se non fosse successo tutto quello che è successo io non avrei mai capito che a questa cosa in cui io non ho mai creduto abbastanza, oggi ci credo fermamente perchè è, ed è sempre stata, l'unica cosa in grado di farmi vibrare l'anima.

Scrivere, viaggiare, fotografare. E' tutto qui dentro, da sempre.

Senza fili dorati, senza più scuse, senza esitazioni, senza più progetti intricati per trovare un escamotage per la mia scarsa autostima, senza tentennamenti, senza provare di essere qualcuno che non voglio essere, senza più andare alla ricerca di una ricchezza materiale momentanea.

Ciao! Io sono Erica, ERYKAINVIAGGIO per intenderci, viaggio e ti insegno a viaggiare con le parole, con la fotografia e portandoti con me.

I sogni della nostra adolescenza non finiscono e non si infrangono, fanno solo dei giri immensi e poi ritornano a brillare come se non fossero mai andati persi.

A volte si tramutano in realtà, a volte ci continuano a guidare in silenzio per anni nel buio e nella nebbia, a volte vengono dimenticati e rimpiazzati da altro.

A volte sono molto più che sogni, sono il nostro destino.

TRAVEL EMOTION DESIGNER

 

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