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Perchè un blogger deve andare alla BIT o al TTG?

Quando ho deciso di andare al TTG 2016 di Rimini e alla BIT2017 di Milano mi sono chiesta perchè io, scrittrice sconosciuta del web con la passione per i viaggi, avrei dovuto prendere parte alle gigantesche fiere internazionali attorno alla quale gravitano migliaia di operatori turistici provenienti da tutto il mondo e un vasto pubblico di visitatori, appassionati di viaggio, blogger, televisioni, studenti, giornalisti, curiosi e chi più ne ha più ne metta.

Così ho fatto quello che tutti ormai siamo abituati a fare quasi naturalmente. Interpello Santo Google che ha le risposte a tutto, digitando veloce: perchè un travelblogger deve andare alla BIT di Milano? perchè un blogger deve andare al TTG di Rimini? Peggio dei risultati nella serp solo un secco rotolacampo che attraversa un villaggio fantasma nei film western spinto dalla brezza calda che profuma di polvere da sparo.

Nonostante ciò, ho prenotato subito i biglietti con l'idea che sarei andata ad entrambe anche senza una risposta certa, sapendo di trovare personalmente lì le mie risposte, ad aspettarmi proprio all'ingresso. 

Ad ottobre 2016 arrivo al porto di Livorno la mattina presto, dopo una notte in poltrona come la più poveraccia delle travelblogger, imposto il navigatore e via a Rimini con la mia fidata macchinina, il tempo di percorrere 300 km di autostrada e sbam, 12 euro il parcheggio (che manco in Costa Smeralda il 15 agosto) ed eccomi al cospetto del tanto sognato TTG per la prima volta. Ad aprile 2017 invece, arrivo all'aeroporto di Linate con il primo volo da Olbia, airbus fino all'imponente e sempre affascinante Stazione Centrale (che aspetta proprio fuori dagli arrivi e parte ogni mezz'ora) e da lì metropolitana linea verde fino a Porta Garibaldi (direzione Assago/Abbiategrasso) per poi cambiare con la linea lilla e scendere a Portello che è proprio a trenta passi dall'ingresso della BIT, anche qui la mia prima volta.

In entrambe le occasioni prendo il porta badge, fiera che nel mio ci fosse scritto BLOGGER, compilo dei moduli per gli speedy meeting del pomeriggio e lì...l'illuminazione.

ErykaInViaggio goes to TTG2016ErykaInViaggio goes to TTG2016
PERCHE' UN TRAVELBLOGGER DEVE ANDARE ALLA BIT DI MILANO/TTG DI RIMINI? 

1) Dove si parla di viaggi e di turismo è chiaro che un travelblogger ci dev'essere. E' il suo mestiere e, come in tutti i campi lavorativi, per far bene il proprio mestiere bisogna riuscire ad essere sempre sul pezzo. Fiere, convegni, eventi legati al dorato mondo del travel sono linfa vitale per un web-writer che come missione di vita ha scelto di raccontare uno degli argomenti più vasti che esista, è un po' come un gigantesco corso di aggiornamento.

2) Uno che pensa a quale sarà la prossima meta dall'alba al tramonto come un travelblogger appunto, a questi grandi eventi troverà pane per i suoi denti. Anzi, ne uscirà matto. Ispirazioni ad ogni stand, voglia di partire ad ogni brochure, curiosità stimolata ad ogni passo, un miliardo di informazioni utili si materializzano ad ogni chiaccherata...tanto che, o ci si da una regolata a guardare su, giù, a destra, a sinistra, o si finirà per uscire dalla BIT e dal TTG sì felici, ma con un enorme mal di testa (sì io appartengo a quest'ultima categoria).  

3) Stringere collaborazioni, questo il mantra di un travelblogger che entra in BIT o in TTG. Non importa se non hai mai fatto niente del genere, togli fuori tutta la tua faccia di cartone e proponiti. Io l'ho capito quando stavo andando via, ma bisogna farlo dal primo minuto in cui si entra perchè ogni istante là dentro è prezioso! Parla, buttati, fatti conoscere, ferma i colleghi più famosi e presentati, i migliori hanno sempre due parole di incoraggiamento perchè pure loro son passati da lì, da quel momento di buio e timidezza ma ne sono usciti trionfanti!

4) Per renderti conto che quello è uno dei settori dove c'è più concorrenza e che se veramente vuoi fare della tua passione il tuo lavoro allora dovrai tirare su le maniche e darti veramente da fare. Parlare con l'uno e con l'altro apre la mente, ti allarga le vedute, ti prepara alla battaglia. Una battaglia che però si combatte pacificamente, senza invidia, con i sorrisi e, spesso, ci si da una mano.

5) Un travelblogger deve andare al TTG e in BIT per seguire tutti i convegni più aggiornati che spaziano dalla destinazione esotica a come fare una valigia, dall'utilizzo dei social a cosa mangiare a Timbuctù, dalla tecnologia impiegata alle nuove tendenze e bisogni dei viaggiatori. Saranno pochi giorni ma intensissimi, verrai inondato di informazioni che twitterai a tutto birra e che a fine giornata ti faranno sentire più persa che altro ma una volta tornata a casa tutti i numeri, tutte le parole, persino le virgole, si rimettono a posto per magia, in un ordine quasi maniacale ed è lì che troverai le risposte a ciò che stavi cercando all'ingresso della tua prima volta in BIT.

6) E' un po' come viaggiare. Fra gli stand oltre alle milioni di idee su nuove mete sconosciute, un sacco di intrattenimento come fossimo in giro per i mercati orientali. Balli, cucina, voci, abiti tradizionali, profumi, giochi, musica, spettacoli, omaggi (sono rientrata inspeigabilmente a casa con un chilo di taralli e 3 buste di origano greco!)...di certo non ci si annoia! Uscendo dai padiglioni è come salire sull'aereo che ti riporta a casa dopo il più bello dei viaggi, senti già la nostalgia.

7) Un travelblogger deve andare in BIT così come al TTG perchè è un calderone di opportunità, un terreno fertile dove poter lanciare coscientemente semini che, forse, attecchiranno e diventeranno meravigliose piante. E' un luogo dove entri carico di aspettative, un luogo dove tutto può succedere, un luogo felice che può cambiarti la vita per un semplice incontro.

ErykaInViaggio goes to BIT2017ErykaInViaggio goes to BIT2017

Sette motivi io ve li ho dati dopo averli anche io capiti...dite che me ne sono lasciata parecchi? Allora Vi aspetto nei commenti ;)

Io già non vedo l'ora di tornare!!!

 

Tags: Milano, BIT, Turismo, percheunbloggerdeveandareallefieredelturismo, TTG, Rimini

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