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Aspettando il 2018, un veloce saluto al 2017

Quando dicembre è agli sgoccioli è inevitabile voltarsi qualche istante e buttare uno sguardo agli ultimi 12, mesi precedenti. Soprattutto mentre si sta seduti in aeroporto in attesa dell'ultimo volo di quest'anno, è da qui che scrivo questo post che però non vuole essere nè malinconico nè tantomeno auto celebrativo.

Il mio pienissimo 2017 è iniziato in Portogallo e mi sembra già passata una vita da quel viaggio. E' stato fantastico e uno dei pochi che mi ha lasciato con la certezza di tornare. Di rivedere case bianche, spiagge dorate sconfinate, azulejos del color del mare e tanta pace. Il primo ricordo dell'anno che sta andando via lo incornicio dentro la parola coraggio. Quello di partire sola con due bambin-ragazzotti e di fare su e giù con una macchina bianca per un paese caldo, colorato che tanto sa di Sardegna.

Sardegna. Ce n'è stata tanta, tantissima. Nuove scoperte e la consapevolezza di conoscerla sempre più a fondo, sempre meglio. E, soprattutto, con la voglia di condividerla con il resto del mondo. Una Sardegna piena di prime volte. La ciaspolata sulla morbida neve del Gennargentu e i suoi panorami soffusi nella nebbia, la Sartiglia di Oristano con i colori sgargianti di una tradizione antichissima, la riscoperta di un'invernale e silenziosa Costa Smeralda dal turchese più incredibile. La conquista di Punta Catirina sul chilometrico Montalbo di Lula e di un bollente Capo Figari sopra Golfo Aranci, delle scenografiche cascate di Sos Molinos tra Bonarcado e Santu Lussurgiu e di Capo Nieddu sebbene trovata senza acqua a marzo! E poi la lavanda di Riola Sardo, l'artigianato di Mogoro, i boschi di San Leonardo, l'arte di Maria Lai ad Ulassai.

Nuove soddisfazioni lavorative hanno riempito pian piano il 2017 (nella speranza che continuino). C'è stata la BIT a Milano e le figuracce mie solite mentre agli speedy meeting cercavo di parlare a voce alta, per la prima volta, di quello che effettivamente rimane ancora un sogno (o forse no?). Ma l'esser riuscita a trasformare pensieri silenziosi in parole altisonanti è stato uno dei più grandi passi compiuti nel 2017.

Ma torniamo ai viaggi, alla capitale più underground d'Europa, Berlino, il cui vivido ricordo mi lascia ancora con occhi sognanti. Street art, musei, arte, tulipani, storia, alberi, palazzoni e i brividi dentro un campo di concentramento. Un viaggio dalle emozioni forti condiviso con un'amica speciale. Una città che non stanca, ricca, giovane, dall'indimenticabile sapore agrodolce.

Il valore dell'amicizia. Il 2017 me lo ricorderò anche (meglio dire soprattutto) per questo. Tante nuove amicizie e vecchie amicizie rafforzate. La consapevolezza di avere un sorriso in qualsiasi parte dell'Isola ma, soprattutto, sentirlo vicino al cuore sempre, nei momenti belli e in quelli meno piacevoli. Sguardi complici e ridere tanto da star male. Amicizie nate fra le acque fredde di un canyon o dentro ai social network, a lavoro o camminando verso nuove mete. Amicizie vere, lontane, vicine, che scaldano il cuore.

E ancora Sardegna. Esplorata finalmente una piccola parte di uno dei canyon più profondi d'Europa: Su Gorroppu. Ma con una muta e delle lunghe corde, nell'acqua ancora ghiacciata di fine aprile, fra alte pareti bianche e morbide. E poi Luras fra graniti e alberi millenari, la street art di San Gavino Monreale, e Cagliari, ritrovata dopo tanti anni. Panni stesi, acqua cristallina tutt'intorno. 

E, a proposito di acqua, non è mancato tanto tanto mare e gli spettacolari panorami che regala. Da Golfo Aranci all'isolotto di Figarolo con i delfini, visti per la prima volta nella vita, nuotando liberi nel mare infuocato al tramonto; dalla spiaggia Le Bombarde nella Riviera del Corallo a Tavolara condivisa con una piccola amica speciale, conosciuta proprio quest'anno. E poi ancora l'alba a Capriccioli sulle note di una celebre tromba, Tharros vista da un catamarano, rocce bianche a S'Anea Scoada, l'Ogliastra, l'Arco dei Baci di Sant'Antioco, la panoramica strada Teulada-Cagliari. Quel mare che amo alla follia ma che molte volte mi ritrovo ad odiare perchè mi fa sentire completamente isolata, lontana dalle possibilità della penisola, che mi fa spendere più del dovuto per poterlo attraversare, bello e maledetto allo stesso tempo, come la mia stessa Isola.

E poi ancora Castelsardo, Posada e Alghero tra i posti più importanti visti quest'anno in Sardegna. Due perle, una più bella dell'altra, incastonate fra un mare sconfinato e storiche mura. Mete stra consigliate che anche se viste e riviste, credo, non stanchino mai. Più importanti sì, ma sul gradino più alto del podio nel 2017 c'è la bellezza di Ulassai persa fra altissimi tacchi rocciosi, dove il blu del cielo si abbina al verde nel quale il paese è incorniciato, per le sensazioni che mi ha trasmesso in una manciata di giorni.

Un 2017 ricco di San Pantaleo, il mio paese, casa mia dove è bello tornare ogni volta. Dal quale nascono le idee più interessanti ma anche quelle più astruse. E' come se lì tutto fosse possibile e forse lo è. Uno dei progetti (si può utilizzare questa parola o è vietato?) dell'imminente 2018 parte proprio da lì e chissà che riesca pure a farlo diventare realtà. Ma rimaniamo con i piedi per terra, che l'aereo non è ancora partito.

E poi c'è stata la spettacolare Sicilia con i colleghi instagramers quest'anno. Catania, Siracusa e la conquista di un vulcano, l'Etna. Indimenticabili tre giorni di mangiate, corse folli, chiacchere, brevi notti e belle, bellissime persone. Forse uno dei viaggi più divertenti degli ultimi anni!

L'essere entrata nella grande famiglia di Igers Italia mi riempie di gioia e dire grazie a chi ha creduto in me (e solitamente non ci credo nemmeno io) è riduttivo. E' successo per caso proprio a metà di quest'anno mentre me ne ritornavo a casa dal mio lavoro ed è stato uno di quei momenti che ricordi poi per sempre. Perchè è stato un momento felice davvero dove dici OH ECCCHEDIAMINE, UNA GIOIA PURE A ME!

Ma il fatto è che è stato un anno pieno di gioia, a prescindere da tutto ciò che ha cercato di scalfirlo. Un 2017 spettacolare è quello che mi porto dietro, pieno di viaggi, di pace, affetto e serenità. Di scrittura, di risate, di fotografia, di coraggio, di crescita e conoscenza. Facendo una stima sì, ha prevalso la gioia. E non l'avrei mai detto! Alla fine questi bilanci di fine anno a qualcosa allora servono ;)

Buoni propositi? A milioni! Dice che bisogna scriverli per tenerli bene a mente (o forse perchè scripta manent, verba volant?). Non lo so. Io non li scrivo, tanto poi non li seguo o cambio idea strada facendo. 

L'unico augurio che mi faccio ogni anno è proseguire, scavalcare le barriere (il crossfit a qualcosa servirà?), conoscere, non fermarmi mai, scoprire, scrivere, amare, fotografare, viaggiare, sognare, ridere, cadere e rialzarmi, avere coraggio sempre, vivere.

E, soprattutto, rendere possibile l'impossibile.

E lo auguro anche a te ;)

FELICE 2018!!!
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