San Pantaleo - Pace, glamour e granito infinito

Colgo al volo l’invito di Momondo, in qualità di Open World Travelers Ambassador, che mi chiede di fare da guida nella mia città, svelando i luoghi migliori da vedere, le cose da fare assolutamente e i ristoranti da non perdere. Sebbene io ami tantissimo Olbia, è a San Pantaleo, sua piccola frazione, che io voglio farti da guida, il paese fra le montagne a due passi dal mare dove sono nata, cresciuta e dove abito tuttora. 

Secondo la leggenda più antica un magico popolo composto da fate, giganti e guerrieri, nella regione delle alture, venne misteriosamente pietrificato. I grandi massicci di granito, divennero così un piccolo ventre roccioso nel quale ospitare il piccolo paese di pietra che prese il nome, tanti secoli dopo, di San Pantaleo. La storia però è un'altra: a fine Ottocento, attorno a quelli che erano i resti di una chiesetta sperduta, qualche coraggioso, arrivato dalle montagne più alte, iniziò a costruire il suo stazzo, l'abitazione tipica della Gallura, sub regione nord orientale della Sardegna, e, stazzo dopo stazzo, un timido paesino nacque attorno alla chiesa ricostruita poi nel 1903. 

San Pantaleo è avvolto dal granito e, come un fiore che non si arrende alla fredda roccia, è nato da essa contro ogni previsione ed essa lo ha plasmato come il suo fiore migliore. Ancora adesso passeggiando fra le sue viuzze le case più vecchie le troverai di roccia vestite, a tratti rosa, a tratti grigio chiaro, mentre fra le case nuove il granito lo scorgerai nei dettagli degli ingressi, delle finestre e nei pavimenti a riprova del fatto che le radici, sia fisiche che culturali, qui sono fondamentali.

Per le viuzze di San Pantaleo - Via TorresPer le viuzze di San Pantaleo - Via Torres

Piccolo piccolo il mio paesino si fa in fretta a girarlo e, soprattutto, ad innamorarsene, soprattutto degli scorci che regala sulle montagne che lo abbracciano e lo proteggono. 

Infilati fra le viuzze striminzite cominciando da Via Molise, Via Puccini, Via Ozieri, Via Viareggio dove troverai il vecchio e piccolo cimitero, e ancora Via Terranova, Via Torres, inforca poi Via della Basilica dove troverai la Chiesa e l'iconica piazza di San Pantaleo, e dopo Piazza Verdi, per perderti poi fra Via Oberdan, Via Azuni, Via Caprera fra gli stazzi restaurati rivestiti di edera che cambia abito ad ogni stagione, scendi fino alla fine di Via Zara dove il serpente di asfalto che attraversa il paese sembra perdersi nelle grotte scure delle montagne imponenti.

Passeggiando fai attenzione perchè quassù con la nascita della Costa Smeralda, a dieci minuti di auto, si son rifugiati artisti, pittori, decoratori e scultori arrivati qui dall’Inghilterra, dalla Germania, dalla Scandinavia e dalla Francia, che hanno trovato, sebbene vicino ai luoghi del jetset planetario, una realtà sospesa nel tempo e la pace, quella più pura. Troverai gallerie d'arte, esposizioni fantasiose, negozietti estrosi, personaggi stravaganti, locali piccoli e graziosi, abiti che luccicano affianco a camicie di lino che camminano scalze, profumi eleganti. Tutto questo ha regalato a San Pantaleo un'atmosfera glamour mai artefatta che nei mesi caldi i turisti fanno a gara per assaporare.

Curiosa nelle gallery di Nicola Filia e di Bob Marongiu, di Gaspare Da Brescia e di Michele Greco, fai un salto nella sala espositiva del fabbro-artista Davide Solinas e in quella dei Flli Manca, fruga fra le stoffe venute da lontano, fra gioielli fatti a mano, fra gli aromi dei negozietti del centro e fatti raccontare dai proprietari perchè hanno scelto di investire in un paesino della Gallura, ognuno di loro ha una storia bellissima che ti farà capire cosa c'è qui che da un'altra parte non c'è.

Per le viuzze di San Pantaleo (Via Azuni)Per le viuzze di San Pantaleo - Via Azuni

Sì, in estate San Pantaleo da il meglio di sè (è diventato famoso persino il mercatino estivo!). Ma a me piace più nei mesi dove tutto sembra volteggiare indietro nel tempo.

Con il fresco si può scoprire la bellezza dei suoi sentieri con entusiasmanti trekking fra le colline rocciose e raggiungere altezze mozzafiato dalle quali il mare non sembra lontano nemmeno quei cinque chilometri effettivi.

Con il fresco si può scarpinare su e giù per i boschi che cingono il paese e raggiungere un posto segreto da dove godere di una vista indimenticabile sui tetti rossi sui quali massi imponenti fanno da guardiani, il Monte Due-Zero e solo chi ci vive sa dov'è. Un pugno di rocce granitiche spianate dove sedersi, incrociare le gambe e aspettare che il sole cali e colori di rosa le montagne.

Con il fresco si può mangiare qualcosa di sostanzioso sentendosi meno in colpa, come la Zuppa Gallurese, Casju Furriatu e Mazza Frissa, tre piatti tipici galluresi che non dovrai dimenticare di assaggiare una volta arrivato a San Pantaleo, qualsiasi sia la stagione, da annaffiare con l'immancabile Vermentino di Gallura D.O.C.G.

San Pantaleo sotto la neve - Evento rarissimoSan Pantaleo sotto la neve - Evento rarissimo

San Pantaleo è così piccolo che è quasi incredibile contare più di dieci locali fra ristoranti, pizzerie, trattorie e piccole stuzzicherie, mi stupisco anche io a dir la verità. Quasi tutti aperti solo durante le belle stagioni, in ogni locale di San Pantaleo mangerai bene e, cosa più importante, la loro varietà nelle proposte ti costringerà a rimanere minimo cinque notti per poterli provare tutti, pranzo e cena. Ma, ciò che ti rimarrà dentro, oltre ai sapori prelibati saranno le persone che ci lavorano e che nella loro piccola realtà hanno investito l'intera vita.

San Pantaleo è un po' la moda del momento ma, almeno qui, moda non è sinonimo di superficialità, in ogni ristorante ti sembrerà di essere come in famiglia, a casa, perchè questo piccolo paese ha una sola ed unica ambizione: che tutto rimanga così com'è, semplice, genuino e delicato dove le novità si intrecciano con la tradizione, la storia e la nostra cultura.

Dalla bellezza raffinata dei piatti di Giagoni in Piazza di cui godere tutto l'anno, alle pizze leggere e gustose dell'Ichnos e de L'Emme che si possono gustare durante tutti i 365 giorni, passando per il risotto alla pescatora del Ristorante da Tito un must have della stagione estiva e la zuppa gallurese della Trattoria da Nicolino sempre aperta, troverai di che saziare stomaco e anima.

Solo dopo potrai dire di essere stato a San Pantaleo, di averlo visto, di averlo conosciuto a fondo, di essertene innamorato.

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Se vuoi scoprire San Pantaleo, l'aeroporto di Olbia dista 20 minuti, le spiagge della Costa Smeralda 10 e abbiamo diversi bellissimi hotel districati fra le vecchie case di granito. Vai sul sito di momondo e prenota ora. Ti aspetto!

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Tags: sanpantaleo, cosafareaolbia, momondo

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