• Trekking
  • Trekking in Sardegna: Cala Goloritzè (Supramonte di Baunei)

Trekking in Sardegna: Cala Goloritzè (Supramonte di Baunei)

Guardare le foto incantevoli lungo tutta la rete virtuale e sentire celebrare la sua magnificenza da più bocche, mi ha portato in una, ahimè cupa giornata di fine aprile a intraprendere, tra l’altro all’avventura, un viaggio alla scoperta del “Monumento Naturale” della Regione Sardegna (dal 1993) nonché “Monumento Nazionale Italiano” (dal 1995): Cala Goloritzè.

Eh già, oggi Vi racconto la meravigliosa se non incantevole spiaggia Sarda che appartiene al Comune di Baunei (Sardegna centro orientale) e che si affaccia nella parte sud del rinomato Golfo di Orosei in provincia dell’Ogliastra.

Lo specchio d’acqua su cui si affaccia è uno tra i più suggestivi della Sardegna, la scala cromatica del turchese la fa da padrona, grazie anche alle sorgenti sottomarine e alle correnti che la mantengono pura e cristallina. Nata da una frana del calcareo Monte Caroddi nel lontano 1962, è oggi contraddistinta, oltre che dai suoi colori indimenticabili, dalla appuntita guglia alta 147 metri, Punta Goloritzè, che la sovrasta. L’arenile si compone di una distesa di marmo bianco levigata dal tempo e da piccoli ciottoli bianchi che, man mano che ci si avvicina a riva, diventano sempre più piccoli fino a diventare sabbia (anche se di granellini grossi). Sulla destra dell’arenile vi è una grotta, riparo per le caldi estati e anche per le piogge primaverili!

La cala è raggiungibile via mare o con un sentiero dall’altopiano del Golgo, con un dislivello di 470 metri, che prevede un percorso di trekking di circa un’ora e mezzo di cammino, tempo per fotografie compreso. La risalita, un po’ più pesante è di circa un paio d’ore per comuni mortali, un’ora e mezza per chi è allenato. Dall’estate del 2007 la fascia costiera attigua alla cala (200 m dalla riva) è, grazie al Cielo, chiusa al traffico di imbarcazioni a motore in modo da mantenere intatta la spiaggia e salvaguardarla sia dall’inquinamento ambientale che dall’invasione turistica. Per questo la spiaggia è priva di servizi, e così si spera che resti!

Chiaramente io ci sono arrivata via terra, e nessuno mi toglie dalla testa, che questo sia il modo per apprezzarla meglio. Non si gode solo della vista della meravigliosa spiaggia, no. Durante tutto il percorso senti la Sardegna dentro che scorre nelle vene: attraversi boschi, rimani estasiata dai giochi delle rocce, entri dentro i vecchi “cuili” (ripari) scavati nella roccia ormai abbandonati, passi sotto un arco roccioso dove quasi sembra che le due rocce si scambino un tenero bacio, ti senti così piccola sotto le imponenti pareti della Serra ‘e Molimentu e sotto i piedi della gigantesca Aguglia. E’ un sentiero pieno di sorprese, tra la macchia mediterranea e la fauna locale; dove ti senti a casa più che da ogni altra parte, perché è proprio quella la tua Sardegna: barbara, emozionante, inviolata, memorabile.

E poi dopo tutta la fatica, tutto il sudore, dopo tutto il sentiero che percorri con la tachicardia tipica dei bambini che non vedono l’ora di scartare un regalo… BUM! Un colpo al cuore.

Eccola lì quella spiaggia di cui tutti mi hanno sempre parlato, quei colori che ho sempre e solo visto in cartolina. Ancora su, in mezzo ai tipici arbusti sardi, la sovrasto con lo sguardo incredulo, eccola, sono arrivata, il premio più bello dopo la sfacchinata. Con una ripidissima scaletta naturale scendo fin giù, e la prima cosa che faccio e buttarmi sui quei ciottoli levigati, morbidi dopo un’ora e mezza di camminata, sdraiata con il viso all’insù incurante della pioggia e dei nuvoloni che arrivano dall’orizzonte, perché star lì era il mio desiderio da tanto, troppo tempo… e ora…ce l’ho fatta!!!

ozio_gallery_nano

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

0
0
0
s2smodern