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Firenze attraverso i cinque sensi

Attraverso i nostri cinque sensi (a volte sei!) riusciamo a vivere fuori dal nostro corpo materiale, percependo così il mondo nel quale viviamo con la sensibilità di cui esso necessita.

E trovo che vissuta così, Firenze sia una tra le più belle città visitate (e che visiterò) proprio perché non si ferma solo a ciò che di materiale ha da offrire, ma va oltre. E’ una città che inebria l’anima.

Firenze alla vista

Alla vista è una città splendida, uno straordinario museo a cielo aperto che non ha (quasi) eguali. La sua storia, la sua arte e la sua letteratura sono immersi nel tessuto urbano tanto che è quasi impossibile fare un passo e non trovare qualcosa che ci racconti di Lei, di ciò che è stata, di ciò che ha vissuto. I palazzi (Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti), le chiese (Santa Maria del Fiore, Santa Croce, Santa Maria Novella), le piazze (della Signoria, della Repubblica, piazzale Michelangelo) , i giardini (di Boboli, Bardini), i ponti (Ponte Vecchio, Ponte Santa Trinita), i musei (Galleria degli Uffizi), i monumenti ( gli archi di Trionfo, le porte romane, le fontane), le mille sculture, sottolineano il genio artistico che Essa ha ospitato durante tutto il lungo corso della sua storia (che inizia dal 59 a.C. circa). Non per niente il suo centro storico è patrimonio dell’Unesco dal 1982.

E poi ci sono le iscrizioni su marmo sparse qui e là sulle pareti esterne degli edifici storici che raccontano aneddoti della città in poche righe spingendo la tua curiosità ad una specie di caccia al tesoro. E poi ancora le perfette riproduzioni di quadri celebri sul lastricato delle principali vie del centro, per mano di umili ma capacissimi artisti di strada; il prezioso luccichio delle vetrine di Ponte Vecchio, i colori delle case riflessi sull’ Arno.

Ci sono i particolari per i quali devi aguzzare la vista come la nascosta e romantica Chiesa di Dante e Beatrice (nella quale, si narra, i due si incontrarono per la prima volta), la bizzarra e singolare, soprattutto sorprendente, Grotta del Buontalenti all’interno deiGiardino di Boboli, la “sterzata” del Corridoio Vasariano all’incrocio con la Torre dei Mannelli e la testa di Toro tra le decorazioni del Duomo, con annesse tutte le leggende.

E poi ancora i panorami indimenticabili, quadri policromi che, dai punti più alti della città, tolgono il fiato.

E’ una città che la vista non la annoia MAI.

Firenze all'udito

All’udito, infagottati in sacchi di pregiudizio, Lei ci frega. I rumori tipici della classica città qui non esistono. Ed è per questo che ho trovato altrettanto importante ascoltare, oltre che vedere. Il primissimo suono che si sente, non appena si drizzano le orecchie, è sicuramente la parlata fiorentina, con relativa, simpatica “caduta” fiorentina della lettera “C”. E’ tutto un buffo aspirare in ogni angolo della città: nei negozi, nei mercati, nei ristoranti, negli alberghi, in strada. Quasi ti vien voglia di imitarla! (Non che non l’abbia fatto!)

Gorgia toscana a parte, passeggiando tra le vie, tra il brusio della gente ci si sente come se si stesse saltellando da un Paese ad un altro ogni pochi secondi. Una piccola babilonia strapiena di turisti da ogni parte del mondo sottolineano maggiormente lo splendore di cui gode Florentia.

E ci sono anche il calpestio dell’elegante passo dei cavalli che trasportano le carrozze, le campane che rintoccano da una parte all’altra della città, la musica di qualche suonatore di strada.

Ma c’è anche silenzio, non appena si varca l’ultimo gradino del meraviglioso Campanile di Giotto. Un silenzio (a 84 metri da terra!) piacevole che suggerisce di guardare oltre le mura che materialmente fanno la città e di ascoltarne l’aria densa del suo essere che esalta l’anima sia del turista curioso che del riservato residente.

Firenze all'olfatto

Il profumo passeggiando su Ponte Vecchio è quello che più mi è rimasto dentro. Una fragranza calda e leggera di legno,aroma di casa vissuta e accogliente, essenza di poesia e romanticismo.

Profumo di città d’arte tra le vie, profumo di fiume che le ha dato i natali, profumo di cuoio e di stoffa, di artigianato tra le viuzze dei negozietti ambulanti.

Profumo goloso di piatti tipici che rallegra l’aria, profumo di matite consumate dai disegnatori ambulanti. Odore di tempo trascorso tra gli oggetti al Mercatino delle Pulci, fragranze floreali dai balconi fogliosi delle case. Profumo di città di mondo, pulita e ordinata.

Ogni singola essenza è specchio della raggiante Capitale artistica.

Firenze al gusto

A Firenze è inoltre possibile godere della cucina tipica toscana, da molti considerata la migliore in Italia (anche se da Sarda non posso che dissentire!!!).

La carne di manzo tenera e saporita, gli imperdibili crostini ai fegatini, un olio extravergine da primo premio, (che quasi quasi ti vien voglia di bere!), il pane insipido sposato con il gustoso prosciutto crudo toscano e la squisita finocchiona, e una salsa piccantissima da fine del mondo. Nei ristoranti, ai tavoli affianco, a fine pasto, il dessert preferito erano i cantucci inzuppati nelVin Santo; da come assaporavano i miei vicini di abbuffate quei biscottini intrisi, posso affermare con certezza che son qualcosa di prelibato.

E i gelati artigianali in giro per la città non vanno dimenticati, né per la squisitezza nè per la bellezza delle prosperose vetrine ammaliatrici.

La Firenze del gusto non Vi potrà che far tornare a casa con qualche chilo in più!!!

Firenze al tatto

Ed infine Firenze al tatto, il senso della creazione, e Lei, concedetemelo, ne è l’esempio lampante. Plasmata, forgiata, creata con estrema cura e precisione dalle abili mani della sua millenaria storia, essa ci offre l’esclusiva capacità di percepirla anche sulla nostra pelle.

In Piazza della Signoria, ho poggiato la mano per pochi istanti sulla palla sotto la zampa di uno dei leoni nella Loggia dei Lanzi ed è stata la frazione di secondo più emozionante di tutto il viaggio. E’ stato come se tutti gli altri sensi ammutolissero e tutti i recettori tattili percepissero Fiorenza attraverso quel tocco leggero. Un viaggio inconscio lungo duemila anni, scorrazzando tra epoche differenti, tra i più grandi maestri della cultura artistica e letteraria di tutti i tempi, tra i celebri Capitani di una nave sempre sulla cresta dell’onda.

Riaprire gli occhi improvvisamente e rendersi conto di avere, ora, una percezione a trecentosessanta gradi di una città eccezionale, che non finirà mai di stupirmi, che mai mi stancherà ma che sempre avrà da regalare, a sorpresa, qualcosa di più entusiasmante ai miei cinque sensi.

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Tags: toscanaontheroad, Toscana, Firenze, cosafareintoscana

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