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Posti imperdibili in Toscana: San Miniato (Pisa)

Ci sono piccoli borghi sospesi nel tempo che raccontano, forse a loro insaputa, magnifiche favole. E San Miniato è fra questi.

Al loro interno ci sono torri, castelli e graziose viuzze, imponenti chiese e case-torri, tra i quali sembra di sentire la voce di un racconta-storie che, con il suo celebre “c’era una volta” inizia a sussurrare facendoci sognare ad occhi aperti.

E così….

C’era una volta, in una delle regioni più belle d’Italia (la Toscana), tra nutrite viti e ulivi prosperosi, un paesello arroccato su tre colli sovrastanti un lungo fiume (l’Arno), chiamato San Miniato, a metà strada tra due illustri potenze: Pisa e Firenze. Suoi erano (e sono) i più bei panorami della zona: l’immensa piana dell’Arno, i monti Pisani, Pistoiesi e Fiorentini, le morbide colline verso Siena da una parte e verso Livorno dall’altra. Nacque su quella che era (ed è ancora chiamata) la Via Francigena, importantissimo nodo viario del Medioevo, che collegavano l’elegante Francia, nonché tutta l’Europa settentrionale, con la cristianissima Roma. Tra coraggiosi imperatori, valorosi condottieri e incantevoli regine e contesse, il continuo susseguirsi di viandanti, pellegrini ed eserciti che per il borgo dovevano passare e, a volte, sostare, fece in mondo che la sua anima si impregnasse di sempre nuove idee e di culture diverse. San Miniato di tutto vide nella sua storia millenaria: dopo longobardi, germanici, ghibellini, guelfi, fiorentini e una parentesi spagnola, “sabaudi”, pisani, anche la seconda guerra mondiale gli toccò, ma non chinò mai il capo. Anzi, assorbì, ciò che più di positivo trovò nei vari eventi nefasti che tormentarono la sua storia, per diventare un delizioso borgo che pare oggi sospeso nel tempo, una meravigliosa perla toscana.

San Miniato è davvero come lo vedete nelle foto: storico, silenzioso e solenne.

E’ una borgata della provincia di Pisa concentrata sulla sua bellezza e su quello che offre il suo territorio: i celebri tartufi bianchi, la produzione di vini e olii pregiati, nonché la lavorazione del cuoio.

Il suo centro storico e i paesaggi mozzafiato sottostanti valgono una sosta, credetemi!

Cosa vedere a San Miniato

Varcata la stretta porta delle mura, ci si trova in Piazza della Repubblica e verrete subito rapiti dai meravigliosi graffiti secenteschi sull’immensa facciata del Seminario Vescovile, dipinti che servivano a motivare i giovani seminaristi e, diciamo la verità, a piegarli spiritualmente vista la vastità dell’edificio, a prova che la Chiesa comandava e regnava. Nella stessa solenne piazza trovate le particolari botteghe trecentesche, magistralmente recuperate nella loro architettura.

Un paio di ripidi scalini di fronte il Seminario, vi portano sul Prato del Duomo (così viene chiamata la piazza), con gli edifici più importanti della città: la romanica Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Genesio, edificato nel XIII secolo, con le caratteristiche decorazioni in ceramica sulla facciata, disposte in maniera tale da formare la costellazione dell’Orsa Minore e dell’Orsa Maggiore. Il suo campanile oggi è quella che era la Torre di Matilde, ricordo dei soggiorni in città degli imperatori.

Sempre in Piazza Duomo si trovano il Palazzo Vescovile e il Palazzo dei Vicari con la propria torre che fa da scenografia allo squisito ristorante Miravalle. Tra gli alti alberi noterete una scalinata che sembra non finire! Scalino dopo scalino, albero dopo albero, tra profumo di bosco e sensazioni di pace, vi ritroverete nel verdissimo e tondo prato (questa volta di vera erba!) che ospita la Rocca di san Miniato o Torre di Federico. Facente parte delle vecchie mura difensive, in mattoni, è alta 37 metri, a pianta quadrangolare ed è coronata da colonne cilindriche. Fu in questa costruzione che venne detenuto Pier delle Vigne, che tutti ricordiamo nella Divina Commedia. (“L’animo mio, per disdegnoso gusto,credendo con morir fuggir disdegno,ingiusto fece me contra me giusto”). Da qui si gode di una bellissima vista fra tutte le gradazioni del verde a trecentosessanta gradi: la campagna toscana singhiozzante tra ulivi, vigne e cipressi, puntellata da piccoli borghi fino ad intravedere il mare!

Ritornati giù in Piazza della Repubblica, uscirete dalla storica Porta Topparorum, raggiungendo, tra un negozietto e l’altro, Piazza del Popolo (inspiegabilmente adibita a parcheggio) sulla quale si affaccia l incompiuta Chiesa di San Domenico.

Vi consiglio la visita ad inizio autunno, quando tutto è avvolto da caldi colori e l’aria è ancora tiepida per passeggiare all’ombra dei maestosi alberi dalle foglie triangolari, o a novembre, per gli amanti del tartufo con la celebre Mostra Mercato del Tartufo Bianco (negli ultimi tre week di novembre,e quest’anno anche il 6, 7 e 8 Dicembre). Ma credo che un gioiello come San Miniato riesca a brillare in ogni periodo dell’anno, grazie alla sua magia fiabesca! Quindi… BUON VIAGGIO!!!

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Tags: toscanaontheroad, Toscana, cosafareintoscana

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