Cosa fare ad Olbia in un giorno

Olbia è una città che gran parte dei turisti non riesce a conoscere fino in fondo, forse perchè non sa effettivamente cosa fare in città, forse perchè intorno ad essa gravitano una miriade di spiagge dall'acqua cristallina, borghi gioiello conosciuti in tutto il mondo, località celebri per la movida notturna, la meglio conosciuta Costa Smeralda e tutto ciò sembra toglierle importanza. Ma...sì, c'è un grande MA!

Olbia è molto ma molto di più e chi ci arriva per la prima volta, sebbene ammaliato dall'invitante e ricca cornice, conoscendola poco poco se ne innamorerebbe almeno quanto me!

E' una cittadina di circa sessantamila abitanti incastonata nel golfo omonimo della costa nord-est della Sardegna, sorge nel cuore di una grande pianura nella sub-regione della Gallura ed è il quarto comune dell'Isola per numero di abitanti. E' una realtà industriale e commerciale in piena espansione, ed è ben collegata con il resto del mondo grazie all’aeroporto Costa Smeralda, al porto Isola Bianca ed è facilmente raggiungibile da tutte le parti della Sardegna grazie alle linee bus regionali e alla rete ferroviaria. 

COSA VEDERE AD OLBIA?

Olbia, il cui nome significa “felice” (dal greco Olbos/Olbios), potrebbe ad un primo sguardo sembrare un centro di recente costruzione e pure poco interessante (agli occhi del turista in pieno agosto), ma le sue origini affondano nell’antica Civiltà Punica (Greca si vocifera), sebbene siano presenti importanti e numerose testimonianze dell’era, addirittura, prenuragica, e la sua lunga storia è di facile nonchè di interessante lettura mentre si passeggia tra i vicoli del centro storico e nel vasto territorio circostante.

Si salta dall’epoca prenuragica con la tomba dei giganti Su Monte e s'Ape* al periodo nuragico con i nuraghi Riu Mulinu* e Casteddu* e il Pozzo Sacro Sa Testa*. Dall’età punica con le ancora visibili mura dell'antica città (tra Via Acquedotto e Via Torino liberamente visitabili a qualsiasi ora) all'epoca romana con l'Acquedotto* e S'Imbalconadu*, la fattoria romana. Dal Medioevo con l'austera Basilica di San Simplicio (nel cuore del centro urbano, proprio nella via omonima, ora illuminata di rosa in occasione del Giro d'Italia) e un scenografico Castello di Pedres* poco fuori la città, al periodo del fascismo con gli imponenti edifici che puntellano il centro storico, abbelliti dalle colorate maioliche della cupola della Chiesa di San Paolo.

Particolare della facciata della Basilica di San SimplicioParticolare della facciata della Basilica di San Simplicio

Una capatina al Museo Archeologico poi (ingresso gratuito da mercoledì a domenica 10-13 e 17-20 anch'esso illuminato di rosa in questo periodo) , raggiungibile con una passeggiata dal centro, rivelerà qualcosa di ancora più singolare della storia olbiese: tra reperti, proiezioni video, plastici e manufatti spiccano i relitti, è infatti il primo museo in Italia per numero di navi antiche esposte e l’unico al mondo che mette in mostra alberi e timoni risalenti all’età romana. 

L'ARTE DEI GRAFFITI

Tra le viuzze lastricate del centro storico che corrono dritte tra gli edifici antichi, in un appena accennato rigore cittadino, si continua a studiare storia in un modo del tutto nuovo, spiccano infatti le tinte accese dei graffiti. E subito comincia una sorta di caccia a graffiti, tag e throw-up. 

Mentre si passeggia si assiste ad una evoluzione del writing olbiese, prima qualche schizzo timido su qualche muro poi arte allo stato puro che dona un tocco rivoluzionario a intere zone quasi dimenticate e un po’ trascurate. Sono pareti che urlano e che vogliono essere ascoltate: in città c’è da fare, e tanto.

Graffiti Piazza Mercato by Buff MonsterGraffiti Piazza Mercato by Buff Monster

Tra le opere dei graffitari della città, dal Vicolo delle Refezione alla zona delle mura puniche al Piazzale Bardanzellu, anche un contributo importante da uno dei più famosi street artist del mondo, Buff Monster ha infatti donato nuova vita alla grande parete del vecchio Cinema Astra in Piazza Mercato con uno dei suoi personaggi surreali dove un accecante rosa fluo, colore sempre presente nelle sue creazioni, la fa da padrone, regalando all’intera piazza, fino a poco tempo fa pesantemente trascurata, un aspetto fresco, divertente e contemporaneo. 

Se, come me, siete degli sfegatati di street art allora preparatevi a camminare, il centro di Olbia è abbastanza esteso e se volete scovare ogni graffito allora non vi resterà che perdervi in un labirinto dal quale ne uscirete estasiati e, soprattutto, molto affamati!

COSA MANGIARE AD OLBIA?

Olbia, città di mare, è celebre per le sue cozze che identificano la storia della società e della cultura olbiese. Le alleva dai lontani anni venti in tutto il golfo e non vede l’ora di far sedere i suoi visitatori dentro uno dei suoi piccoli ristoranti per mostrare, o meglio, per far assaggiare, orgogliosa e fiera, il suo piatto forte al quale è pure dedicata una sagra a metà maggio: le cozze all’Olbiese.  

In un tegame largo, i grandi mitili puliti e sciacquati, si lasciano andare a fuoco lento nell’attesa che si aprano, mentre nell’aria si solleva un inebriante profumo di mare, si aggiungono succo di limone e un trito di aglio e prezzemolo e si servono calde in un piatto fondo con crostoni di pane precedentemente agliato. 

Cozze all'OlbieseCozze all'Olbiese

Imperdibile nel cuore del centro storico il ristorante Gente di Mare, aperto tutto l’anno, spicca per la sua costruzione in granito al n. 8 di Via Asproni e per l’ambiente accogliente e curato, nonché per i piatti squisiti ed originali a base di cozze e ricci di mare.

Olbia non solo cozze però, si possono gustare i ricci di mare, le Ortiadas (frittura di anemoni o attinie passate nella semola e nell’olio di rosmarino), la Burrida (gattuccio lessato e condito con salsa a base di fegatini di pesce) e le più elaborate zuppe di pesce. Senza dimenticare i piatti della tradizione Gallurese che derivano dall’antica cultura contadina e pastorale: capretto al mirto, zuppa cuata, zuppa gallurese e mazza frissa (che non vi svelo cos’è!).

Inondata com'è del profumo del mare, tra storia, graffiti e cozze arriva anche il momento di raggiungerlo, magari la sera al tramonto.

COSA FARE AD OLBIA AL TRAMONTO:  MOGADISCIO

Tra Via Roma e il quartiere di Poltu Cuadu, sotto il cavalcavia che attraversa una distesa blu, c’è un piccolo pezzo di golfo nascosto e abbandonato, una spiaggia con giardino annesso dimenticato da molti, alla quale negli ultimi vent’anni è stato affidato l’ingrato compito di mondezzaio abusivo. Mogadiscio, sessant’anni fa, era invece il posto in cui si andava a raccogliere le arselle in settimana e la prima scelta dei cittadini per la tintarella e un bagno rinfrescante la domenica, essendo facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico. 

Skyline della città da MogadiscioSkyline della città da Mogadiscio

Solo dal 2015 si è deciso di ripulire l’area, sistemarla e valorizzarla come merita, nonchè inserirla nella lista d’attesa delle acque destinate alla balneazione. Per me è un angolo di straordinaria bellezza. Un fazzoletto di terra e sabbia dalla quale godere, soprattutto al calar della sera, di uno spettacolo che tanto ricorda l’urban skyline delle metropoli americane: un lungo ponte, due innamorati che si scambiano un bacio, le luci della città riflesse sull’acqua, due alte palazzine che rubano l’attenzione. Vi posso assicurare che questo è uno degli angoli olbiesi più affascinanti, meta imperdibile in città, incantevole conclusione di un giorno ad Olbia

Per il secondo, il terzo, il quarto giorno c'è ancora tanto da raccontare ma venite ad Olbia e lo scoprirete vivendola!

Buon divertimento :)

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*INFO UTILI SITI ARCHEOLOGICI OLBIA:

Tomba dei Giganti Su Monte e s'Ape: dopo aver percorso la strada Olbia-Loiri, all’altezza del km 3,3, si percorre un sentiero segnalato da cartelli. Liberamente accessibile a qualsiasi ora del giorno.

Nuraghe Riu Mulinu: da Olbia, superato il cavalcavia in direzione via dei Lidi girare a sinistra in via Mincio, percorrere per 2 Km la strada vicinale per la chiesa di Cabu Abbas. Arrivati al vecchio cimitero abbandonato proseguire a piedi in direzione Nord-Est lungo il sentiero segnalato. Il sito è liberamente accessibile in qualsiasi ora del giorno.

Nuraghe Casteddu: da Olbia prendere la strada per Loiri e giunti al km 3,3 svoltare a destra, prendendo una strada sterrata. Dopo due chilometri si giunge al piazzale del parcheggio sottostante al castello di Pedres, da qui a circa un Km. a nord si raggiunge a piedi il sito, liberamente accessibile a qualsiasi ora del giorno.

Pozzo Sacro Sa Testa: da Olbia proseguendo su Via dei Lidi, si oltrepassa la Zona Industriale, arrivati alla rotatoria si scorge il cartello che segnala il sito. Visitabile liberamente tutti i giorni 11-19.

Acquedotto Romano: da Olbia passato il cavalcavia che porta alla Zona Industriale, si svolta a sinistra in Via Mincio e si percorre la strada asfaltata per un Km. Visitabile liberamente tutti i giorni 11-19.

Fattoria Romana S'Imbalconadu: a circa 3 Km dal centro abitato lungo la strada provinciale Olbia-Loiri. Visitabile liberamente tutti i giorni 11-19.

Castello di Pedres: dopo aver percorso la strada Olbia-Loiri, all’altezza del km 3,3, si percorre un sentiero segnalato da cartelli. Liberamente accessibile a qualsiasi ora del giorno.

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Tags: olbia, cosafare

Commenti   

0 #1 Gabriele Careddu 2017-04-05 19:01
TOP! Bell'articolo Eri :lol:
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