Posti imperdibili in Sardegna: San Pantaleo (Gallura)

Così narra l’antica leggenda…

C’era una volta, nella regione delle alture, un magico popolo composto da fate, giganti e guerrieri che, misteriosamente, venne pietrificato.

I grandi massicci di granito, divennero così un piccolo ventre roccioso nel quale ospitare il piccolo paese di pietra che prese il nome, tanti secoli dopo, di San Pantaleo.

Ma la storia è tutt’altra!

Il primo insediamento sorse probabilmente già nel primo Medioevo, lo sta a dimostrare lo stesso nome, San Pantaleo, perché il culto del santo, giovane medico di Nicomedia, fu importato nell’isola al tempo della dominazione bizantina. Poi fu però abbandonato, come accadde nella maggior parte della Gallura, e rimase solo la chiesa. Il popolamento riprese soltanto sul finire dell’Ottocento, infatti nel 1894 gli abitanti degli stazzi della zona chiesero al Vescovo di Tempio l’istituzione della parrocchia per far nascere un punto di riferimento religioso e sociale e, come è accaduto per altri paesi della regione, le nuove case si moltiplicarono intorno alla chiesa, ricostruita poi nel 1903. Le case, quasi tutte a un piano, avevano la struttura essenziale dell’abitazione degli stazzi, dove le camere venivano aggiunte lateralmente man mano che se ne presentava la necessità e dove tutt’intorno si produceva il necessario per il fabbisogno familiare. Avvolto nel silenzio fino ai primi anni ’60, con il fervore internazionale dovuto ai neonati Porto Cervo e Consorzio Costa Smeralda, San Pantaleo è stato riscoperto da numerosi artisti, pittori, decoratori e scultori arrivati qui dall’Inghilterra, dalla Germania, dalla Scandinavia e dalla Francia, che hanno trovato, anche seppur vicino ai luoghi del jetset planetario, un’atmosfera sospesa e amichevole, pura. Negli ultimi decenni, di conseguenza, si è assistito ad un crescente sviluppo demografico e urbanistico che ha cambiato l’aspetto originario del piccolo centro, che mantiene comunque la genuinità dell’antico villaggio.

Il Paese è incastonato tra magnifici colossi granitici, tra i quali spiccano le punte di Sant’Andrea, Pelchia Manna e Pelchia Minori. Strategicamente, San Pantaleo è situato su un poggio rialzato, a dominare, su un versante la strada per “Monti di Mola” (l’attuale Costa Smeralda), dall’altro, la strada Arzachena – Baja Sardinia. E dai massi di granito né è anche circondato, piccole e medie architetture naturali spuntano qua e là, dandogli una sensazione di protezione, il tutto a preservare il suo fascino ancora intatto. Grazie alla sua posizione si può godere di un panorama mozzafiato, soprattutto quando soffia il maestrale e spazza via la foschia…tutto appare nitido: il golfo di Cannigione, le Isole dell’Arcipelago de La Maddalena, la Corsica.

Ed è qui che 24 anni fa nasco io.

Sicuramente fiorire a San Pantaleo, può non essere l’aspettativa di molti, visto che può apparire come un piccolo paese sperduto. Eppure il clima che si respira riempie il cuore di gioia, perché tutto tace, poco traffico e strombazzate varie, tutto brilla sotto la luce del sole, poco smog, la delicatezza dei profumi nell’aria è energizzante, le voci dei bambini che corrono sicuri nella piazzetta da un senso di pace, la gentilezza della sua gente è esemplare (in particolare con chi viene da fuori!).

E la mattina aprire le finestre e ritrovarsi quella scenografia naturale accompagnata da quell’arcobaleno di colori, è una festa per l’anima.

In ogni stagione dell’anno San Pantaleo è una nuova scoperta.

In inverno il silenzio padroneggia e quando capita che nevica (una volta ogni 20 anni!!!), come quest’anno, lascia tutti a bocca aperta. E tutto diventa romantico e dolce sotto quello strato morbido, persino la cornice montuosa appare debole e soffice. E le grida di felicità e di incredulità tra grandi e piccini sottolinea l’avvolgente atmosfera che qui respiriamo.

In primavera ogni angolo delle vie è fiorito quasi a festeggiare naturalmente il risveglio della vita che qui, durante l’inverno, si è assopita. Ed eccoli i primi curiosi che iniziano timidamente a villeggiare e girare per le viuzze del centro, le prime passeggiate di chi si prepara alla prova costume, le prime magliette a maniche corte dei bimbi che iniziano a scorrazzare in piazza, i primi tavolini dei bar sistemati all’aperto, le prime manifestazioni paesane per spingere l’annoiato turista della costa a riscoprire antiche tradizioni Galluresi.

Il passaggio ai mesi estivi è climaticamente assente, a maggio è già estate! Ed è proprio in questi pochi mesi che San Pantaleo si anima e,calorosamente, accoglie flotte di turisti ma anche di abitanti dei paesi vicini, invitandoli a dedicarsi ad una chiacchierata sulle panchine granitiche davanti alla Chiesa, ad un aperitivo sotto un arco di bouganville fucsia, ad un assaggio delle nostre usanze culinarie durante le varie sagre organizzate dal Comitato del paese, ogni sabato affollatissime. L’estate a San Pantaleo è piena di appuntamenti di ogni genere ma il più importante per noi è il 27 luglio, giorno dei festeggiamenti del Santo Patrono. Eppure il più menzionato è sicuramente il giovedì estivo, giorno in cui si tiene il mercatino nella piazza e nelle vie adiacenti. Bancarelle colorate di ogni genere, dai formaggi alle ceramiche sarde, dalla frutta di stagione alle borsette in stoffa, dal miele all’abbigliamento vintage, dai salumi agli orecchini artigianali. Ed è inspiegabilmente STRAPIENO di gente. Sono troppo di parte per affermare che non è inspiegabile, vista la bellezza naturale della location!!! L’estate a San Pantaleo è anche il ricordo di ciò che eravamo grazie al gruppo folkloristico che ha riportato alla luce il costume tradizionale della nostra terra, assoluto protagonista delle serate estive. Seppur distante dalla perla della Costa Smeralda, il paese gioca degnamente il ruolo di paese perfetto in cui trascorrere le vacanze, vista la presenza dei servizi offerti, ma soprattutto grazie alla quiete e all’affettuosa ospitalità che ivi domina.

Pian piano a ottobre la tranquilla caoticità inizia a svanire e il paese sembra respirare a pieni polmoni la ritrovata pace, anche se segretamente ha già iniziato il conto alla rovescia dei giorni che mancano all’arrivo dell’estate successiva! L’autunno è trascorrere ancora il primo mese al mare, il secondo a passeggiare sotto la pioggia in camicia, il terzo ad accendere i primi legnetti nei camini. Autunno è assistere allo spogliarsi lento degli alberi, ritrovarsi la domenica in chiesa, contemplare il rosa che illumina i tetti delle case già alle cinque del pomeriggio.

San Pantaleo è dove trascorrere un weekend, o l’estate, è assai piacevole ma soprattutto dove VIVERE è SUPREMO.

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