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Cosa fare a Bratislava in un weekend (Repubblica Slovacca)

Se prima fungeva da trafficato crocevia per Vienna per migliaia di turisti, Bratislava, capitale della Repubblica Slovacca dal 1993 , negli ultimi tempi è diventata anche essa una meta ambita da visitare ed ammirare tanto quanto la vicina città imperiale, dalla quale dista una sessantina di chilometri (un’ora netta di treno).

Noi abbiam deciso di visitarle entrambe durante un weekend di novembre, anzi ho dedicato a Bratislava un po’ più tempo!

La sua storia è così intricata che la bellezza che ne deriva è incredibilmente affascinante. I primi insediamenti umani risalgono al Neolitico, poi si intrecciano domini Romani, Slavi, Ungheresi fino alla sottomissione alla dinastia degli Asburgo durata quasi quattrocento anni! La cortina di ferro del comunismo l’ha stretta in una morsa fino al 1989 quando una rivoluzione pacifica ha visto la nascita della Repubblica Cecoslovacchia, divisa poi nel 1993. Popoli, culture ed epoche storiche fra loro totalmente differenti ma che si sposano alla perfezione sia nelle usanze che nelle architetture, sia nelle tradizioni della città mitteleuropea che nello stile di vita.

Meta ambita di ogni città è il posto più alto dal quale godere di una vista a trecentosessanta gradi del luogo che ci ospita. Per me trovare un cucuzzolo è fondamentale, a parte per la fotografia, trovo che l’immensità a prima vista allarmante della città, dall’alto incuta meno timore e, soprattutto, nello skyline è presto riassunta l’essenza della città stessa. A Bratislava ci sono diversi punti dai quali godere di viste spettacolari, fra tutti il migliore è laUfo Tower. Longilinea si innalza diagonalmente sul ponte nuovo (Novỳ Most) e per la modica cifra di otto euro ci porta su per novantacinque metri con un ascensore velocissimo. La piattaforma che ci accoglie è piccola ma lo sguardo spazia per cento chilometri fra luci di mille colori. Anche arrivandoci al buio, Bratislava introduce chiaramente quello che vedremo alla luce del sole: il bel Danubio blu, il Castello testimone di un burrascoso (glorioso?) passato, palazzi ultra moderni che vanno a braccetto con costruzioni neoclassiche, poco traffico e timidi turisti. Abbastanza congelati, troviamo ristoro nel lussuoso bar-ristorante di tendenza, dove sorseggiamo unUfopolitan (il miglior caipiroska alla fragola mai bevuto) con ai piedi la città illuminata, di zucche vestita pronta per la notte di Halloween.

Il sole bacia presto la città quindi il nostro consiglio è di svegliarsi con esso poichè alle quattro del pomeriggio già tramonta (e che tramonti wow sul fiume dal Novy Most!!!)! Il cuore di Brat è piccolo ed è visitabile a piedi anche in un solo giorno, per cui abbiamo bisogno solo di un paio di scarpe comode! (Se volete un consiglio, scegliete l’ostello Petit Pension, centrale e super economico!)

Mattina fredda e nebbiosa la prima tappa è, ovviamente, il Castello (Bratislavský Hrad) che svetta su di una collina sopra ilDanubio e sovrasta la città dal X secolo. Colazione nell’originale Kava Bar e via, tutta in salita. Il suo colore candido (in seguito all’opera di rifacimento del 2008) lo fa apparire ancor più maestoso e spicca su tutta la città anche con il buio. Monumento storico nazionale, con le sue quattro torri angolari è il simbolo della città e appare sulle monete da 10, 20 e 50 centesimi di Euro. Il panorama di cui si gode spazia dai tetti rossi delle vecchie case del centro storico ai tristi e grigi palazzoni del periodo comunista. Al suo interno ospita il Museo Nazionale Slovacco che però non ho potuto visitare poiché proprio il lunedì rimane chiuso! Dopo le foto di rito di ogni angolo (esterno) del possente castello rinascimentale e del meraviglioso panorama che la nebbia dissolvendosi ci ha regalato, ci incamminiamo lungo le sue mura fortificate abbellite da alberi dagli affascinanti colori autunnali fino alla Porta di Sigismondo (una delle quattro porte di accesso alla fortezza). Una volta usciti ci si ritrova in un dedalo di viuzze strette ma graziose, già dalla mattina profumate di zuppe e sughi, che ci accompagnano fino al sottopassaggio che ci immette nella città vecchia.

Certamente lontano dalla maestosità del vicino viennese, lo Starè Mesto(città vecchia), per gli abitanti Korzo, è un concentrato di musei, eleganti palazzi, chiese sei-settecentesche, colori tenui e decorazioni rococò, statue in bronzo divertenti e pittoreschi locali incastonati negli antichi cortili. L’atmosfera che si respira è suggestiva, l’intero centro storico sembra emanare calore casereccio. Il turismo di massa qui non è presente, quindi si può godere di una visita tranquilla che ci permette di apprezzare meglio ogni angolo che altrimenti (sono sicura) ci sfuggirebbe.

Tra le due piazze più importanti, Hlavne namestie (piazza principale) e laHviezdoslavovo namestie (nella quale gli alberi padroneggiano) si ergono fiere grandi e ricche architetture: il Teatro Nazionale Slovacco, il Letný arcibiskupský palácil che ospita la sede del Governo, il Museo Municipale, il Museo della Produzione del Vino, il Palazzo Primaziale, il Palazzo Mirbach, i palazzi dei nobili ungheresi diventati musei: di Grassalkovich (sede del Presidente della Slovacchia), dei Kutscherfeld, dei Jesenak, deide Paoli e dei Zichy; lo Stará radnica, l’antico municipio,la Cattedrale di San Martino(Katedrála svätého Martina) la barocca Chiesa della Trinità (Kostol trinitáro) e la simbolica Porta di San Michele ( Michalská brána). Una menzione speciale per l’antica farmacia Lekáreň u Salvátora il cui edificio neo-rinascimentale, che sia giorno o che sia notte, è talmente inquietante da far accapponare la pelle!

Il cuore commerciale di Bratislava (Novè Mesto) è invece ben animato, e la via principale Obchodná è un trionfo di attività commerciali di ogni genere, dalle grandi catene di abbigliamento ai night club, dai bei ristoranti (c’è pure il Casinò) ai piccoli fast food locali.

Ciò che però più contraddistingue la bella cittadina sono le statue di bronzo davvero originali, oltre alle classiche sculture storiche, posizionate qua e là dal 1996 con lo scopo di rianimare la città dopo la malinconica era comunista. Incontriamo nella via più importante del centro, la Panska, mentre tranquillo si affaccia da un tombino il Guardone che si chiama Čumil, all’angolo opposto troviamo il simpatico Schöne Náci che saluta sorridente con mezzo inchino i passanti. Sulla Hlavne Namestie appoggiato su una panchina un soldato napoleonico pazienta mentre i turisti si scattano una foto con lui. E poi ancora Hans Christian Andersen, il Paparazzo, la Guardia,le donne sedute sulla cassetta postale che scrutano l’infinito, i tanti trapezisti e giocolieri al centro commerciale Eurovea. Insomma di certo non ci si annoia!

Leggermente fuori dal centro storico sorge un fantastico edificio. Fantastico nel senso letterale del termine perché pare uscito da una favola. Per la precisione dalla storiella di Hansel&Gretel. Se la strega non fosse stata strega, sicuramente affianco alla sua invitante casetta fatta di marzapane avrebbe avuto la Chiesa di Santa Elisabetta (Modry Kostel), meglio conosciuta come Chiesa Blu. Opera appartenente all’Art Nouveau delsecessionismo ungherese, ha linee morbide come fosse veramente di pan di zucchero e le decorazioni in maiolica brillanti con i mosaici colorati la rendono ancor più interessante. Da non perdere, noi della sua stranezza ci siamo innamorati!

Ma per essere buoni viaggiatori, bisogna essere buon gustai (a volte pure coraggiosi)! Soprattutto per conoscere meglio il posto che si è scelto di visitare. La bella ed elegante facciata di Bratislava è in netto contrasto, del tutto positivo, con ciò che si scopre dentro un’osteria. Si mangia direttamente sul nudo tavolo di legno senza tovaglia, ci si apparecchia da soli con le posate lasciate pulite al centro del tavolo, abbellito da centrini di pizzo, fiori e candele. Le pietanze sono per lo più calde e sostanziose (viste le temperature), sapori forti che sottolineano la storia intricata di questo paese. Noi abbiamo adorato la cucina slovacca, sarà perché è fatta fondamentalmente di carne, patate e formaggio!!! Per ben due volte abbiamo ordinato ilGuláš, uno più buono dell’altro, (da Jimmy’s Restaurant inVenturska 4 e allo Slovenska Restauracia in 20 Hviezdoslavovo), originario della Turchia ivi portato dal dominio ungherese, è uno spezzatino di manzo piccantino servito con tre/quattro fette di pane bianco knedľa da bagnare nell’abbondante sugo. Abbiamo assaggiato il piatto nazionale Bryndzove halusky so zincicou (unica cosa che non mi è piaciuta, forse perché insipido), gnocchi di patate con pecorino fresco e pancetta fritta; del prosciutto cotto con il burro e un tagliere di formaggi tipici spolverati con paprika (bryndza,oštiepok) fondamentali nella vita contadina. Posto d'onore per la zuppa di aglioCesnaková anche se la porzione era esagerata! Di influenza austriaca, ma hanno saputo rivisitarla a dovere, è il cernohorsky rezen una fettina di maiale o pollo impanata nella pastella di patate e fritta, poi servita con formaggio fuso e crauti, una bomba (al MS Danubius Restaurant)! Ahimè l’abbondanza dei principali piatti mi ha impedito di arrivare al dolce. Avrete capito comunque che ce n’è per tutti i gusti!

Che dire, Bratislava è stata una piacevole scoperta!

*

…to be continued in Vienna…

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