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Cinque Terre on the road (La Spezia – Liguria)

Ci sono mille cose che potrei dirVi sulla Liguria, Wikipedia alla mano; preferisco però raccontarVi quello che ho vissuto sulla pelle, pochi giorni fa.

Ho avuto la fortuna di visitarne la parte confinante con la altrettanto bella Toscana. E Vi assicuro che nulla ha da invidiarLe!!!

… sto parlando della più celebre riviera ligure, quella spezzina, le Cinque Terre!

La meraviglia ha accompagnato il mio viaggio on the road lungo la strada panoramica della (piovosa) Liguria.

Ho visto le sue coste frastagliate, ricche di paesi spaventosamente a picco su un mare turchese e cristallino. L’indissolubile legame tra aria, terra e acqua di questa terra è straordinario.

Ho assistito a spettacolari coreografie del sole e delle nuvole che, in un alternarsi di tours chaînés déboulés sull’acqua, dipingevano mirabili orizzonti, i quali la vista a stento abbandonava.

Ho amato i colori sgargianti delle case di Vernazza, con i resti del “castrum”; il suo livello sociale- economico di un tempo la rende la più suggestiva agli occhi dei più ma, sebbene l’abbia trovata incantevole, per me la più affascinante resta Riomaggiore.

Ho sentito lo scroscio dell’acqua del torrente Groppo che attraversa le fondamenta delle case-torri di Manarola. Ho odiato quasi quasi quel rumore, perché più volte ha provocato tanti, troppi danni.

Ho ascoltato la musica delle onde contro le scogliere policrome dell’arroccata Corniglia, un mare d’inverno bianco dalla rabbia, ma non per questo meno spettacolare.

Ho assaggiato i sapori di Monterosso fatti di mare e di limone (a tal proposito consiglio la Zuppa di Pesce presso il delizioso Ristorante Belvedere nato sotto la ferrovia). E non dimentico il pesto! Abbinato alla gustosissima pizza al taglio di Manarola (non perdetevi la focacceria Il Discovolo!).

Ho provato amore per una terra che non è mia ma che tanto me la ricorda.

Ho sbirciato attraverso le reti da pesca colorate, tra le ruvide ed abili mani di un pescatore, osservando l’amore e la fatica di un borgo che ha comunque scelto la semplicità alle luci della ribalta, restando fedele alla sua storia. E Ve lo dico con tutta sincerità: così facendo, hanno fatto strike!!! (Scusate ma questa è una frecciatina al Nord-Est della mia terra).

Ho nutrito grande ammirazione per la gentilezza e l’ospitalità dei suoi abitanti, dal semplice baretto al ristorante, dalla pizzetteria all’albergo (appuntateVi l’hotel a conduzione familiare “Al Carugio” di Monterosso con il simpaticissimo Andrea e i suoi insuperabili consigli).

Ho ascoltato con il cuore la poesia recitata nei porticcioli dalle colorate barchette in legno a Riomaggiore e degli antri oscuri sotto gli archi in pietra, meta di baci rubati a Corniglia. Mi son divertita a vedere, al posto delle macchine parcheggiate sotto casa, decine di piccole imbarcazioni, ora ben coperte da teli ma pronte, con l’arrivo della primavera, a colorare gli specchi cristallini.

Ho assaporato la dolcezza della cucina ligure (non posso non consigliarVi una capatina nella Pasticceria da Laura a Monterosso per gustare la celebre torta Monterossina).

Ho preso una cotta per i panorami mozzafiato sulla litoranea SP 370 che sovrasta le Cinque Terre, l’orizzonte blu, a tratti dorato sotto la luce del sole. Ci ho impiegato un’infinità per far circa 28 km (Riomaggiore-Monterosso) proprio per le numerose soste per ammirare lo spettacolo che Madre Natura regala a chiunque passi di lì.

Ho giurato di tornare per percorrere i suoi sentieri tra i curatissimi terrazzamenti, i suoi uliveti, tra il giallo dei limoni e le sue nere scogliere a strapiombo. Tornerò per attraversare la celebre e antica Via dell’Amore (che collega Riomaggiore a Manarola) alla quale, causa maltempo, ahimè ho dovuto rinunciare; anche per il lungo Sentiero Azzurro (ca. 12 km) un giorno sarò nuovamente là, per respirare a pieni polmoni la bellezza e il romanticismo senza tempo che questo tratto di Liguria mi ha fatto appena-appena assaggiare.

Ho promesso di non dimenticare mai il profumo piacevolmente acre tra le anguste viuzze dei suoi borghi; so con certezza che mai scorderò le scalinate altissime e strette da un vicolo ad un altro che tolgono il fiato anche ai più allenati, ma che portano verso terrazze con vista ancor più mozzafiato!

Vi dico la verità, dalle foto che tappezzano la grande rete non avrei mai pensato a così immensa bellezza.

La scoperta più bella che quasi mi toglie le parole di bocca.

Per descriverne l’essenza, solo un aggettivo fa capolino nella mia testa: MAGICO.

Le Cinque Terre sono magiche.

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