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Alla scoperta della Val D'Ega - Viaggio in Alto Adige

Da quando ho memoria, le grandi rocce granitiche che abbracciano il paese in cui sono nata e dove abito, nel nord est della Sardegna (San Pantaleo), son state sempre appellate "le Dolomiti sarde". Ed è così che un giorno di fine agosto son partita in avanscoperta per l'Alto Adige, alla conquista delle vere Dolomiti, scegliendo come meta la Val d'Ega e con questo post ti racconto cosa fare in Val d'Ega e...cosa fare in Val d'Ega se piove!

DALLA SARDEGNA ALLA VAL D'EGA

Leggi: il viaggio della speranza. Se dalla nostra abbiamo il fatto di abitare in un paradiso terrestre invidiati da mezzo mondo, non abbiamo però il fatto di fare un biglietto aereo economico e giungere a destinazione tempestivamente. Quindi ecco la soluzione migliore sia per accorciare i tempi che per risparmiare un po' partendo dalla Sardegna per arrivare in Alto Adige.

Nova PonenteVerso Nova Ponente in Val d'Ega

Volo da Olbia a Milano con AirItaly che parte all'alba (con EasyJet spendi meno ma hai orari che spezzano la giornata), arrivo all'aeroporto di Linate alle 8.00, bus verso la Stazione Centrale (A/R Euro 9) ogni 20 minuti, dalla stazione centrale di Milano treno Frecciarossa per Verona, qui cambio e prendo il treno regionale per Bolzano (biglietti online un mese prima per la modica cifra A/R di Euro 50). Dalla stazione di Bolzano, proprio in centro città, ho preso un taxi per l'aeroporto (lo so ci sono i bus ma avevo già fatto il pieno di mezzi pubblici il giorno e comunque per 9 euro-5 km è una spesa sostenibile) dove Europcar mi attendeva con una fiammante Fiat Panda grigio fumo (Euro 76 per tre giorni) che mi ha portato in giro per la Val d'Ega, a 20 minuti da Bolzano. Avevo pensato di prendere l'auto a noleggio già da Milano ma con il treno ho abbattuto i costi (gasolio/pedaggi autostradali) e mi son goduta i paesaggi. E sì, è lunga ma giuro che ne vale la pena. La Val d'Ega va girata in macchina, ci sono i mezzi pubblici ma i paesaggi son talmente straordinari che ci si deve fermare ogni tre chilometri e con un bus non è possibile.

DOVE ALLOGGIARE IN VAL D'EGA

Ritirata l'auto da Europcar, inserisco nel navigatore la mia prima tappa altoaltesina, la mia casa per i successivi tre giorni, che scoprirò essere una meravigliosa baita di montagna in mezzo ad un fitto e silenzioso bosco di abeti. Ho alloggiato un po' fuori il paesino di Nova Ponente, località che si è rivelata perfetta per girare la Val d'Ega. Anche Nova Levante, dalla parte opposta, può essere un'ottima scelta dove alloggiare in Val d'Ega.

Nova Ponente e il Latemar alle spalle
Nova Ponente e il Latemar alle spalle

I tetti sono quelli a punta che disegnavamo da piccoli, le camere sono in legno e profumano di bosco, hanno un trionfo di fiori alle finestre e ai balconi e il piumone caldo è piacevole anche a fine agosto. Gli anziani proprietari che mi hanno accolto, mi hanno scaldato il cuore con un sorriso sincero e una fragranza di marmellata di frutti di bosco fatta in casa mi ha tenuto compagnia mentre fiori pioveva a dirotto (ad agosto, sottolineo ancora).

COSA FARE IN VAL D'EGA

La Val d'Ega come la montagna in generale in estate è sport, tanto sport, ma anche relax. In Val d'Ega potrai scegliere tra una miriade di sentieri per le tue escursioni o una malga diversa ogni giorno per coccolare tutti i sensi (soprattutto il gusto). Io son partita per l'Alto Adige con una sola intenzione: fare trekking. E qui ce n'è davvero per tutti i gusti, per tutte le età, tanto per gli esperti quanto per i principianti. Collegandoti al sito della Val d'Ega troverai centinaia di informazioni e suggerimenti su cosa fare in Val d'Ega. Quello che ho fatto io, causa maltempo, è davvero molto poco ma è quel poco che sento comunque di consigliarti perchè mi ha tolto il fiato.

Con la seggiovia Paolina, proprio accanto al paese di Carezza, la stazione a monte della seggiovia e ho preso il sentiero 539 verso il monumento a Cristomannos (30 min), l'aquila di bronzo a ricordo del precursore dello sviluppo turistico di questa zona, e verso il Rifugio Roda di Vaèl (altri 20 min) sul sentiero 549 a quota 2280 metri, calpestando così un tratto del Sentiero del Masarè che passa proprio la cresta dalla quale prende il nome. 

Appena mi son ritrovata davanti alle cime de Le Cigolade mi è venuto da piangere ma poi ho pensato: perché? Allora mi sono seduta, ho mollato la macchina fotografica diversi quarti d'ora e ho respirato. In realtà non respiravo più da un'ora perché il sentiero del Masarè l'ho fatto correndo e saltando euforica. Non c'era nulla nella mia testa davanti all'argento di quel gruppo dolomitico, niente se non un grazie. Al Cielo, a me, a tutti e tutto. Non c'erano parole che mi spiegassero perché il cuore batteva forte a 2200 metri di altitudine. BumPamPamSbam non la smetteva più.
E nemmeno adesso trovo le parole per descrivere quelle sensazioni vertiginose e quella bellezza esagerata che i miei occhi hanno sbranato. La montagna mi fa questo effetto: mi leva tutto, mi da tutto.

Rifugio Roda di Vael
Rifugio Roda di Vael dal sentiero del Masarè

Fra le cose da fare in Val d'Ega, fra quelle imperdibili e che io mi sono lanciata a fare nonostante il tempaccio, c'è la visita al lago più celebre della zona, quello di Carezza, facilmente raggiungibile perchè ben segnalato e fornito di un grande parcheggio con tanto di sottopassaggio. Qui ho sognato ad occhi aperti, nonostante la nebbia fitta e la pioggia incessante. Il Lago di Carezza è un vero e proprio spettacolo della natura con le sue acque color smeraldo e i suoi boschi di abete silenziosi e profumati.

Se guardiamo il lato negativo della cosa, vediamo il Lago di Carezza a metà: mancano le cime del Latemar e del Catinaccio riflesse sull'acqua, manca il sole, la luce che fa brillare il suo colore pazzesco e tante altre belle cose. Ma queste foto appartengono ad una missione speciale svolta sotto la pioggia incessante del 31 agosto e in mezzo alla nemica nebbia che mi ha messo i bastoni fra le ruote diverse mezzore, sono venute fuori da una macchina quasi scarica tra la gente a urla disperata che non smetteva di piovere. Quindi vediamo il lato positivo: ho la foto del Lago di Carezza in estate come a novembre, nonché foto unica al mondo. 

Lago di Carezza in estate come in autunnoLago di Carezza in estate come in autunno

Lungo la strada che porta a Carezza, mi son fermata in uno spiazzo tra una curva e l'altra quando ho sentito l'inconfondibile scroscio di una cascata. Ho quindi preso, casualmente, il sentiero 25 verso la Malga Stadlalm Geiger dentro un bosco fitto che mi ha portato a spendere diversi quarti d'ora cercando di ottenere la foto perfetta del torrente che passava di lì ma non chiedetemi come si chiama perchè non l'ho trovato scritto in nessun dove. Questo sentiero porterà poi alla malga con un parco giochi, un bel prato e animali annessi (i più piccoli ringrazieranno).

Chi ha detto che serve necessariamente il cavalletto per scattare delle foto in lunga esposizione?! Io ormai ho smesso di utilizzarlo perché quando me lo porto dietro non lo uso mai. Qui, ad esempio, come cavalletto, ho usato il ponticello sotto il quale correva copiosa l'acqua, delle pietroline più o meno grandi, piatte, tonde, squadrate per livellare l'orizzonte e ho trattenuto il respiro perché la tracolla della macchina non volevo lasciarla, sia mai che ne scendeva nel torrente. Ed ecco qua il risultato sotto la pioggia battente.

Il torrente verso la Malga Stadlalm GeigerIl torrente verso la Malga Stadlalm Geiger

Altro giro, altra corsa: Obereggen. Un giro nel paesino è d'obbligo quanto prendere la seggiovia che porta direttamente sul Latemar sotto alle cui pareti si passeggia fra punti panoramici mozzafiato lungo il Latemarium fra percorsi avventura e diverse installazioni che rendono i sentieri divertenti anche per i più piccoli. E' come se ci fossi salita perchè ho pregato così forte da valle che le nuvole se ne andassero che per un attimo mi è sembrato nuovamente di essere sulla seggiovia ma così non è stato. Io da Obereggen ho imboccato il sentiero n. 11 Lavazè fra immensi prati verdi e boschi ombrosi, trovando ogni tanto un punto "latemar relax", baite e diverse malghe. Dopo 1 hora e mezza circa son arrivata al Passo Lavazè che collega la Val d'Ega con la Val di Fiemme, una vallata, con lago annesso, protetta dai 2488 metri della Pala di Santa.

Quando pratico trekking in Sardegna e capita di perdere momentaneamente il sentiero, mi tranquillizzo dicendomi che, male che vada, arrivo al mare non di certo in Trentino. Da Obereggen e dalla Val d'Ega, in Alto Adige quindi, questa volta però cammina che ti cammina sono veramente arrivata in Trentino! Il Passo Lavazè è infatti il valico alpino nel territorio del Comune di Varena in provincia di Trento. Come me ne son accorta? I  giganteschi cartelli di arrivederci dell'Alto Adige e quelli di benvenutio in Trentino. Quindi, occhio!

Passo LavazèPasso Lavazè
COSA FARE IN VAL D'EGA SE PIOVE

Le possibilità di trovare pioggia a rovinare tutti i programmi escursionistici sognati è molto alta (pure ad agosto!) quindi bisogna partire con un piano B. Io non ce l'avevo e me lo sono dovuta inventare giorno per giorno (sì perchè ho beccato tre giorni di pioggia). E sono arrivata alla conclusione che in Val d'Ega se piove non hai proprio scampo a meno che non ti chiudi in un maso ad aiutare un pastore o nelle malghe a mangiare formaggio e speck giorno e notte (e non è una cattiva idea).

Visitare Bolzano è una delle cose da fare se in Val d'Ega piove, è a 20 minuti di distanza e ci sono un sacco di cose da fare. Il centro della città è molto bello, è piccolo e visitabile tranquillamente tutto a piedi. Il Duomo dal tetto policromo, gli eleganti caffè, le palazzine colorate, i portici, i negozi alla moda, le caffetterie (quella Loacker poi!), le piazze grandi e pulite, quelle delle Erbe dove si tiene il mercato della frutta ogni giorno, domeniche escluse, l'ho adorata, le belle chiese ricche di particolari, come quella dei Francescani con un silenzioso chiostro risalente al 1300. Bolzano è colori, tanti tantissimi colori. Fra i grandi ed eleganti palazzi, nei mercati, negli occhi della gente, nelle biciclette, nelle vetrine dei negozi, cioccolaterie e panetterie.

Scorci del centro di BolzanoScorci del centro di Bolzano

Colori pastello, colori forti, colori che hanno spazzato via le nuvole. Ma se c'è una cosa che non puoi perdere a Bolzano è Otzi, la più antica mummia naturale, scoperta nel 1991 sul ghiacciaio della Val Senales, ospitata all'interno del Museo Archeologico dell'Alto Adige (andare presto per evitare la fila chilometrica che si crea nei giorni di pioggia è il più saggio consiglio che mi sento di darti). 

Altra cosa da fare se in Val d'Ega piove e il trekking lo devi proprio archiviare, è visitare il Messner Mountain Museum, poco fuori Bolzano, all'interno del grandioso Castel Firmian, un luogo che tutti gli amanti della montagna troveranno magico. Qui un viaggio bellissimo nel rapporto ancestrale che unisce l'uomo alla montagna, nelle culture che si fondono, nella storia dell'alpinismo, nella spiritualità delle vette. E' stato un po' come raggiungere una cima e sentirmi libera, in mezzo ai giganti che un po' folli erano e sono ancora, e ai quali mi son sentita un po' vicina. Aperto da marzo a novembre, c'è ampio parcheggio, a pagamento, e al suo interno c'è un caffè, uno shop e una gastronomia (€12 adulti, €10 studenti, €4 bambini e ragazzi fino a 14anni).

Castel Firmian - Messner Mountain MuseumCastel Firmian - Messner Mountain Museum

Sull'altopiano della Val d'Ega se piove è anche possibile visitare i piccoli e graziosi paesi incastonati tra una montagna e l'altra. Nova Ponente e Monte San Pietro fra gli immensi prati verdi e le cime argentate che diventano rosa al calar del sole, Nova Levante con il campanile aguzzo della sua chiesa adagiato fra i verdi pendii delle montagne dalle dolci forme, Obereggen ed Ega con il loro trionfo di fiori e le viste mozzafiato sulle Dolomiti, Carezza e il suo lago da fiaba dai colori incredibili, Collepietra con San Valentino in Campo che han dato vita al primo astrovillaggio d'Europa per un viaggio con la testa, letteralmente, fra le stelle. 

E no, la pioggia alla fine non sarà un problema.

Il problema sarà solo uno, una volta scoperta la Val d'Ega non vorrai più andare via e percorrendo a ritroso quel serpente di asfalto fra alte pareti al profumo di muschio un po' il cuore sobbalzerà e ti renderai conto che stai salutando un posto che ti è entrato dritto nel cuore, che sentirai un po' come casa.

***

INFO UTILI:

Bolzano Bozen Card: da diritto per 3 giorni consecutivi ad un ingresso gratuito ai 9 musei della città e ad altri 80 musei dell'Alto Adige. Inoltre con questa carta si possono utilizzare tutti i mezzi pubblici della regione (dal treno regionale alle funivie). Costo €38 adulti, €20junior.

Guest Card Eggental: comprende utilizzo degli impianti di risalita gratuiti 3 giorni su 7 o 5 giorni su 7, con la Mobilcard si aggiunge l'utilizzo di tutti i mezzi pubblici per muoversi liberamente 7 giorni dal primo utilizzo e si può usufruire di riduzioni sulle offerte di tempo libero.

In valigia: qualunque sia la stagione, ombrello, impermeabile, scarponi da trekking, macchina fotografica e spirito di adattamento ad ogni condizione meteo che qui cambia in un batter d'occhio.

In montagna: la regola n. 1 recita "mai andare soli", a parte questo, i sentieri sono tutti perfettamente segnalati, è davvero impossibil perdersi. Prima di intraprendere un'escursione bisogna studiare dalle carte il percorso e informarsi sulle condizioni meteo.. Per tutte le altre attività adrenaliniche (vie ferrate in primis) è preferibile contattare una guida del posto.

 

 

Tags: trekking, AltoAdige

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