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La Cengia Giradili - da Punta Giradili a Pedra Longa

Sono finalmente tornata in cima dopo un anno di assenza, durante un caldo sabato di fine giugno, sono nuovamente tornata nel posto che più amo: le vette del Supramonte di Baunei, nella Sardegna centro orientale.

Doveva essere un ritorno col botto e lo è stato. Ho percorso la Cengia Giradili, da Punta Giradili a Pedra Longa, fino ad ora uno dei più bei trekking che abbia fatto nell'Isola.

Mi sono riempita gli occhi delle altezze vertiginose delle pareti a strapiombo e dei colori del nostro mare che in quella zona hanno una sfumatura che la rende unica. Mi sono riempita i polmoni di aria pura, le orecchie di un silenzio assordante interrotto solo dal fruscio del vento fra le fronde degli alberi incastonati fra le rocce, la mente di pace assoluta davanti a panorami nei quali la vista si è persa più volte.

E il cuore l'ho riempito di tante, troppe emozioni. L'emozione di tornare finalmente lassù, l'emozione di sentirmi nuovamente a casa.

La vista da Punta Giradili (verso nord)
La vista da Punta Giradili (verso nord)

Il percorso di trekking della Cengia Giradili è lungo 5 chilometri, ha una pendenza massima pari al 63% e laterale del 5%, si percorre in 3 ore e mezza a piedi, la difficoltà segnalata è E, cioè escursionisti, quindi occorre attrezzatura adeguata (scarponi da trekking adeguati non All Star mi raccomando), una buona capacità di orientamento (gli omini di pietra diventeranno i tuoi migliori amici) e un buon allenamento alla camminata (tre ore vogliono fatte).

Per fare in modo di godersi appieno la giornata e il percorso senza fare le corse e senza l'ansia di non riuscire a farlo andata e ritorno entro il tramonto, il mio consiglio è quello di intraprenderlo solo andata e in discesa, da Punta Giradili a Pedra Longa, Monumento Naturale della Sardegna dal 1993, che è quello che ho fatto io e, vista la mia esperienza più che positiva, credo anche che così facendo si possa godere decisamente meglio del panorama che mi son ritrovata sempre di fronte (anzichè girarmi ogni due per tre) e possa essere fruibile anche dagli escursionisti meno esperti.

Per far ciò è necessario arrivare con due macchine: una verrà lasciata sul Golgo, che si raggiunge una volta arrivati a Baunei, poco prima del Cuile Despiggius (proprietà privata) e l'altra a Pedra Longa (dopo Baunei), in modo che una volta arrivati qui, in quindici minuti scarsi si raggiunge il Golgo in auto e si può riprendere l'altra. La macchina che dovrà essere lasciata sul Golgo, sarebbe bene fosse un fuoristrada perchè lo sterrato di circa 3 chilometri, negli ultimi 1000 metri diventa di difficile percorrenza per una semplice utilitaria.

Campi solcati nella salita per Punta Giradili
Campi solcati nella salita per Punta Giradili
DAL CUILE DESPIGGIUS A PUNTA GIRADILI

La guida ed io iniziamo la nostra escursione lasciando la macchina fuori dal cancello del Cuile Despiggius e ci dirigiamo dalla parte opposta, perchè prima di intraprendere la cengia, vogliamo raggiungere Punta Giradili. Camminiamo quindi sulla carrareccia appena percorsa in auto per circa 200 metri fino ad imboccare un sentiero, a destra, nel bosco, il cui ingresso è segnalato dal primo omino di pietra della giornata. Incrociamo dopo dieci minuti di cammino due grandi alberi, da qui bisogna seguire i piccoli segnali blu sulle pietre a sinistra e proseguire fino ad uscire dal boschetto ritrovandosi davanti ad una distesa argentata di campi solcati.

Il sole batte forte sulle rocce e quasi ci acceca, aguzziamo la vista e seguiamo i segni blu e gli omini di pietra che puntano in alto a destra. E' un po' una sfida a chi li scova prima ed io, dopo essermi persa diversi anni fa nel sentiero per Cala Mariolu, ora sembro un falco, proprio quelli che nidificano lassù.

1800 metri e arriviamo in punta a 732 metri sul livello del mare. Una volta conquistata Punta Giradili non rimane che sedersi ed ammirare lo splendido panorama di cui si gode a 360 gradi. Le falesie a picco sul mare, Pedra Longa piccolissima da lassù, i mille colori dell'acqua, gli strapiombi vertiginosi, le calette rocciose che impreziosiscono la costa, i grandi golfi verso sud e le diverse cime che danno vita ad un paesaggio multiforme e multicolor.

Perdo il senso del tempo ma non dello spazio. So bene dove sono perchè lo sognavo da tanto.

In cima a Punta Giradili
In cima a Punta Giradili
DAL CUILE DESPIGGIUS A PEDRA LONGA ATTRAVERSO LA CENGIA GIRADILI

Dopo le centinaia di foto di rito saltellando da una parte all'altra, percorriamo il sentiero al contrario, massima attenzione sui campi solcati, un po' di refrigerio nel bosco e torniamo al parcheggio. Salutiamo la macchina che ha ormai raggiunto ottomila gradi sotto il sole di giugno e apriamo il cancello in legno del Cuile Despiggius, avendo cura di richiuderlo, passiamo in silenzio per non disturbare i cani di guardia alla proprietà che tanto, pure abituati, abbaieranno lo stesso. Puntiamo verso il mare, attraverso un rustico cancelletto lasciamo l'ovile alle nostre spalle e ci addentriamo verso la celebre Cengia Giradili.

Attraversiamo incredibili passaggi sotto roccia sotto il sole cocente, ci fermiamo diverse volte per guardarci attorno increduli. E' tutto un sali scendi di gole profonde e di costoni imponenti, è tutto un alternarsi di grosse piante incastonate nelle rocce e di macigni incastrati tra le radici di maestosi alberi, è tutto un susseguirsi di scenari incredibili e perdite di fiato più per la bellezza che per la fatica.

Prima a testa in su, poi a testa in giù nel silenzio più selvaggio. Il mare all'orizzonte è la nostra bussola, l'Agugliastra (Pedra Longa) è il nostro nord (anche se è a sud!). 

Il passaggio più spettacolare della Cengia Giradili
Il passaggio più spettacolare della Cengia Giradili

Il primo tratto di sentiero battuto è in forte pendenza, sulle pietraie facciamo attenzione soprattutto quando miste a terra, mix ideale per scivolare. Una volta lasciato lo spettacolare passaggio sotto roccia, il cammino diventa più semplice, la pendenza è impercettibile, un serpentone sterrato ci indirizza verso Pedra Longa, punto fermo di tutta l'escursione, che continua a stupirci con i suoi colori, ma notiamo che è ancora lontana, acceleriamo in pianura, proprio sotto Punta Giradili che si erge grandiosa sulle nostre teste. 

Le onde di un mare trasparente ora vicino a noi ci fanno compagnia assieme ai campanacci delle capre che però si tengono a debita distanza. 

Nel bosco di Forrola, nel quale passa il sentiero, incontriamo una piccola sorgente, Funtana Bausu, immersa fra oleandri rosa, ideale per rinfrescarci qualche minuto (e fare foto instagrammabili). Dopochè iniziamo a risalire per riprendere quota, un po' di sofferenza perchè la cengia ci aveva abituato alle discese per diverse ore. Tracce umane, nel corrimano in legno, ci introducono all'arrivo prossimo all'aguglia calcarea simbolo della zona.

Ci giriamo per un ultimo saluto, Punta Giradili è fra le nuvole, il sole ha fatto capolino dietro di essa e i colori dell'acqua iniziano a diventare scuri. Pedra Longa invece è ancora ben illuminata dalla luce calda della sera e ci accoglie ai suoi piedi maestosa dai suoi 128 metri di altezza per un "ben arrivati" strepitoso.

Pedra Longa - l'Agugliastra
Pedra Longa - l'Agugliastra

Questo, sebbene io l'abbia percorso al contrario, è la prima tappa del famosissimo Selvaggio Blu, il percorso escursionistico più impegnativo del Mediterraneo che in 7 giorni attraversa le falesie nel tratto di costa di Baunei.

E' un trekking che ho trovato molto più lungo rispetto a tutti gli altri fatti nel Supramonte, soprattutto perchè avevo davanti agli occhi per tutto il tempo il pinnacolo ogliastrino e più camminavo più non vedevo l'ora di arrivare. Senza ombra di dubbio il più spettacolare fino ad ora, perchè i passaggi sotto roccia sono vertiginosamente pazzeschi e la varietà di paesaggi straordinaria

E' bene affidarsi sempre ad una guida esperta anche quando i sentieri sono ben segnalati, io lo faccio sempre (vista la brutta esperienza passata). I telefoni prendono abbastanza bene su quasi tutto il sentiero, su Punta Giradili prende anche il 4G e si trovano diversi punti all'ombra, di rocce o alberi, dove è possibile fermarsi a riposare. E' un'escursione adatta ai più in discesa, adatta a pochi in salita. In entrambi i casi, la fatica verrà ripagata dalla bellezza.

La bellezza immensa del Supramonte di Baunei che ogni volta mi lascia senza fiato.

La bellezza immensa della Sardegna che non smette di stupirmi.

A testa in su sotto le pareti della Cengia Giradili
A testa in su sotto le pareti della Cengia Giradili

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Grazie di cuore a Luca Piga, guida ambientale AIGAE, per avermi accompagnato in questo spettacolare ritorno in vetta.

Tags: trekking, supramontedibaunei, ogliastra

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