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Consigli per visitare Vienna (Austria)

Se Bratislava è la tranquilla cittadina di provincia che si scopre poi essere tanto graziosa, Vienna è la celebre meravigliosa città che ha meno possibilità di far scoprire la sua bellezza poichè l’immensa fama la precede e riempie, di conseguenza, gli animi di grandi aspettative.

Nel nostro recente viaggio lampo europeo, Vienna ha inondato in un solo giorno (sembra impossibile…infatti lo è!) i nostri occhi di indicibile bellezza e lo stupore di una scoperta reale ci ha accompagnato ad ogni passo.

Ma visitare Vienna in dieci ore nette è possibile??? Forse con i consigli giusti e tanta voglia di camminare…

Se come noi partite da Bratislava, il treno è la scelta migliore perchè ci si impiega un’ora netta. Il costo del biglietto A/R è di Euro 14,00 e per gli intrepidi viaggiatori ci son treni che partono anche presto. Noi abbiam preso quello delle 08.45 e già dopo quaranta minuti si arriva nella vasta periferia di Vienna. La nostra fermata è Vienna HBF, ossia Hauptbahnhof la stazione centrale. Scesi dal treno puntuale e pulitissimo già veniamo catapultati in un’altra realtà.

Castello di Schönbrunn

Abituati alla tranquillità della capitale slovacca, veniamo accolti da mille mila persone che vanno,vengono e ci fanno girare come trottole. Nonostante ciò riusciamo a raggiungere la metropolitana (simbolo U) per dirigerci, secondo me, da bambina grande amante del cartone della Principessa Sisi, nel posto più bello di tutta Vienna: il Castello di Schönbrunn. Per raggiungerlo, dalla stazione prendiamo la linea verde della metro, la U4, fino alla fermata Schönbrunn appunto. La nostra visita di Vienna parte da qui, sappiamo che ci porterà via la maggior parte del tempo ma vale tutte le ore!

Da sempre ho identificato l’intera città con la reggia gialla, e, se vogliamo, proprio da qui nasce la Vienna imperiale che tutti conosciamo, quella Viennasignorile, ricca e spettacolare. Potendo ci avrei passato dentro tutto il giorno, ma ci siamo “limitati” ad acquistare il Classic Pass. La visita ha inizio con tanto di audio-guida nelle quaranta, a dir poco, sontuose sale del Castello. Non ci sono parole per dirVi quanto sfarzo, quanto lusso, quanta meraviglia sia racchiusa al loro interno (in netto contrasto con l’esterno, sobrio in confronto). E’ un percorso di una cinquantina di minuti che toglie il fiato!

Il fruscio degli abiti di broccato di Sisi (Elisabetta) nelle sale da ballo con i lampadari in cristallo di Boemia, la severità negli occhi di Francesco Giuseppe chinato sulla scrivania del suo studio in legno semplice, il tintinnio del servizio da tè in finissima porcellana nella sala blu cinese, le note della sinfonia di Mozart ancora bambino nella sala degli specchi… tutto appare nitido, e ci ritroviamo a sognare per un attimo.

Il tour si interrompe attraverso un tunnel di pannelli scuri e con occhi ancora sognanti ci ritroviamo all’esterno. Il parco rispetta la concezione della reggia barocca, secondo cui la natura e l’architettura dovevano compenetrarsi a vicenda. Attraversiamo quindi il giardino del Principe Ereditario che con i suoi colori autunnali sembra spiccare ancor di più, per arrivare all’immenso Grande Parterre dirigendoci verso la Gloriette che appare distante mille miglia. Puntualmente non manchiamo di perderci nei labirinti! Arrivare sino alla Gloriette è una faticaccia perchè l’ora cammina e noi acceleriamo con lei (e in salita non è un bene!). Arrivati in cima, la reggia settecentesca e la città offrono uno spettacolo indimenticabile. Eccola là l’imperiale Vienna, sofisticata, chic, al passo con i tempi e un pò snob (con ragione!).

Meta gettonata di instancabili runners e di domenicali viennesi, il Parco ci saluta accompagnandoci in un viale di alberi gialli e arancioni tra romantici e tipici fiacre, le carrozze trainate da due cavalli. Lasciamo così la parte della mia Vienna tanto sognata.

Il Centro Storico

Raggiunta nuovamente la metro, sempre linea verde quindi U4, torniamo indietro fino alla fermata Kettenbrückengasse come consigliato da altri colleghi blogger. E ci ritroviamo in una larga strada incorniciata da eleganti palazzoni con al centro il mercato esotico più famoso della città, ilNaschmarkt. Centoventi rustiche bancarelle dove acquistare frutta&verdura e cibi pronti di ogni nazionalità, oggettistica di tutti generi ma anche dove bere e divertirsi. Peccato che arrivandoci di domenica mattina (dopo i fasti del sabato sera) si trova tutto chiuso!!! Quindi continuiamo dritti attraversando il silenzio…

Il retaggio dell’antica monarchia asburgica è presente in ogni singola architettura del centro di Vienna, non per niente è patrimonio storico e culturale dell’umanità. Quella in cui ci addentriamo è una giungla di vari stili ed epoche che si completano a vicenda e che riescono a regalare al viaggiatore quello sbalordimento puro tipico di un bambino. Lo scrittore viennese Karl Klaus riassume al meglio (anche se pecca di campanilismo) ciò che ci riserva il cuore della città: “Le vie di Vienna son lastricate di cultura, quelle delle altre città d’asfalto”.

Ricchezza, sontuosità, lusso e, soprattutto, grande signorilità (passatemi il termine) sono parole che si ripetono ad ogni passo. E’ una città che folgora gli animi. A Vienna non si segue la cartina, si viene trasportati dalla sua storia che vaga tra le vie senza interrompersi mai. Avrei voluto più tempo, più giorni per entrare dentro ogni edificio e arricchirmi seppur momentaneamente. Un pomeriggio basta solo ad ammirare dall’esternoVienna, per affermare di esserci stati servono più e più giorni.

Il centro è racchiuso dentro una strada ad anello, la Ringstrasse, dove sorgevano le mura difensive. E’ un concentrato di inesplicabile bellezza. Dal gotico Duomo di Santo Stefano al barocco Hofburg, dalla spettacolareBiblioteca Nazionale al Municipio, dalle antiche chiese alle numerose immense residenze imperiali, dai musei straricchi di opere d’arte alle celebricaffetterie. E’ una perla che merita di essere scoperta in lungo e in largo, fuori e dentro, sotto e sopra. Anche se visitata in poche ore, posso dire con certezza che è in assoluto la città, architettonicamente parlando, più raffinata, più emozionante che io abbia mai visto, non ho dubbi!

Negli ultimi minuti del tramonto, quando le ombre hanno calato il sipario su cotanta bellezza, con le forze rimaste, raggiungiamo quella che era la riserva di caccia imperiale fino a che il buon Giuseppe II non ne aprì le porte alla popolazione come luogo di svago e di divertimento: il Prater. Con la linea rossa della metro da Stephanplatz (proprio sotto il Duomo) scendiamo alla fermata Pratestern (appunto). Qui troviamo un altro simbolo affezionato della città, la ruota panoramica, costruita nel 1896 e di viola illuminata. Un giro è obbligatorio per ammirare lo sbrilluccichio di Vienna e allora saltiamo su. Mentre sale di quota i brividi mi attraversano, è un misto di timore (ahi ahi che guaio le vertigini!) e di meraviglia. Le luci colorate del moderno parco divertimenti (250 attrazioni tra cui il Madame Tussauds!) ben si abbinano con il bagliore soffuso del centro storico; i ponti illuminati con led rossi, blu e bianchi che uniscono le due sponde separate dal Danubioevidenziano il legame della capitale al suo glorioso passato così come ai suoi presente e futuro ultra-moderni.

Se a Bratislava abbiamo avuto tutto il tempo di abbuffarci della gustosa cucina slovacca, a Vienna abbiamo fatto appena in tempo ad assaggiare i rinomati wurstel austriaci proprio in uno Würstelstand del Prater. Sarà stata la fame, sarà stata la stanchezza, sarà stato chissà che, fatto sta che quel panino conteneva il wurstel più buono del mondo! Non hanno nulla a che vedere con quelli che mangiamo qui, mollicci e dal sapore insulso, lassù la squisitezza è quella simile alla nostra salsiccia casereccia servita con golosa senape.

Con la pancia piena, il freddo della sera e tanta stanchezza superata da sconfinata felicità decidiamo di salutare Vienna con la promessa di ritornare presto. Dalla fermata di Pratestern, con la linea rossa, scendiamo sotto la stazione dei treni, alla fermata Südtiroler Platz e prendiamo il nostro treno delle 20.30 per il rientro in Slovacchia.

Alla fine della fiera, il mio consiglio è no…non andateci per un giorno, non passate una manciata di ore in una città che ha bisogno di giorni, non lo fate perchè ne uscirete con l’acquolina in bocca, con una fame di scoperta che vi divorerà nel tragitto verso casa, con una voglia matta di tornare il giorno dopo e il giorno dopo ancora.

Vienna è il cenone della vigilia di Natale… Se prendi solo un aperitivo che senso ha???

*** Buon Viaggio a tutti Voi ***

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