Oristano, città della ceramica: Margherita Pilloni

“Le proprietà dell’argilla sono molteplici: antisettica, battericida, assorbente, antitossica, cicatrizzante, energizzante, etc etc…” Ecco, mi baserei soprattutto sulla proprietà energizzante. Piuttosto che in ambito terapeutico però userei il termine nel campo artistico.

Toccare con mano quell’ammasso di detriti naturali scioglie il corpo e distende la mente. E’ rilassante, ma una sensazione di energia ti assale. Ai tanti può apparire noioso, in realtà è come tornare bambini: ti impiastricci le mani, va fin sotto le unghie, devi sfregare un po’ per farla andar via, giochi, elabori, inventi, crei e ti pulisci l’anima. Direi che l’argilla è un antidepressivo naturale energizzante super efficace. E non solo al tatto.

Questa volta ho provato ad amalgamare fotografia e creta e, Vi assicuro, che è ho trovato la ricetta della serenità. E’ stato un po’ come vivere zen: fermarti, osservare, respirare e scattare. Quel piccolo mucchio di silicato di alluminio allontana tutte le tensioni, riprendi il tuo ritmo, ritorni al presente apprezzando la qualità dell’attimo, la semplicità ti fa vedere chiaro tutto quello che fino a tre secondi prima ti appariva caotico, il pensiero si fa limpido.

La prima volta che toccai l’argilla probabilmente nemmeno sapevo pronunciarne la parola. Per me era quella cosa piacevolmente appiccicosa con la quale dare vita a strani animali in via d’estinzione. E mi piaceva il suo profumo di terra, come se quella cosa fosse viva. L’idea di poter creare da un prodotto grezzo della natura un oggetto delicato e dai colori raggianti, mi affascinava. Ciò che quelle due manine riuscivano a strappare fuori da quella matassa grigia, seppur oggetti incomprensibili, diremmo oggi “artistici”, mi incantava, e ancor di più adoravo perdermi in quella piccola palla di creta perché, inspiegabilmente assorbiva ogni mio turbamento e l’unico pensiero che mi attanagliava era cosa creare. Vasettini, tartarughe, specie di cani-gatti, mascherine de Sa Sartiglia.

Era un appuntamento fisso ogni estate per me, ma solo grazie alla pazienza di una delle artigiane della ceramica più conosciute della città di Oristano: mia zia, Margherita Pilloni.

Nella sua piccola e caotica bottega nel centro di Oristano, uno tra gli edifici più antichi della città di Eleonora, crea meraviglie fin dalla sua giovane età. A 20 anni frequentava già il laboratorio di Giovanni Sanna, suo maestro, uno tra gli ultimi celebri figoli oristanesi, assorbendo lo stile, le tecniche e strappandogli il segreto della tecnica dell’impasto tra moderno e classico. Socia fondatrice della Cooperativa C.M.A. (nel 1978) e da trent’anni docente all’Istituto Statale d’arte Carlo Contini di Oristano (dove si è diplomata nel 1980, prestigiosa scuola di formazione di giovani ceramisti e importante centro di ricerca e innovazione ) lei è, non per essere di parte, l’artista di cui la tradizione ha bisogno. Trae ispirazione dal passato, che studia instancabile, per realizzare produzioni artigianali di grande pregio artistico. E’ come se fosse, assieme ai pochi ceramisti rimasti nella zona, il legante tra il nobile passato e l’innovazione del futuro, un contributo determinante per continuare, quasi alla precisione, la tradizione dell’antica e fine arte figulina e, contemporaneamente, portarne avanti l’evoluzione, con essa anche la storia oristanese e della Sardegna.

Ogni oggetto è pensato con l’anima e riprodotto e decorato interamente a mano al vecchio e caro tornio. Il carattere artigianale della sua produzione regala ai singoli oggetti una bellezza particolare ed unica. Il suo piccolo ma strapieno laboratorio è il luogo di conservazione della memoria della Città dei Figoli, attraverso una rilettura in chiave moderna. Nelle sue opere, come in quelle dei figoli del nuovo millennio, si innestano i vari rami della storia della Sardegna, dall’era nuragica alla dominazione romana, dall’autonomia giudicale alla penetrazione catalano-aragonese, dalla dominazione ispanica a quella piemontese.

Insomma, l’arte figulina della tradizione oristanese, per il momento, è in buone mani!

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Laboratorio “Ceramiche Artistiche” di Margherita Pilloni: Oristano, Via Crispi 29.

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Qui l'intervista a Margherita Pilloni di qualche anno fa: http://www.youtube.com/watch?v=unAMJo-haKc

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Tags: oristano, cosedafareaoristano

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